All’angolo con via del Ponte alle Riffe spunta un cartello anonimo: «23 giorni di transenne e nessun lavoro». La segnalazione dal quartiere: «Adesso intralciano poco, ma cosa si aspetta?»

Transenne, segnali stradali e un cartello che esprime tutta l’esasperazione di chi abita nella zona: «Vergogna. 23 giorni di transenne e nessun lavoro». Succede a Firenze, all’angolo tra via Boccaccio e via del Ponte alle Riffe, dove una protesta anonima denuncia un intervento che, secondo quanto riportato nell’avviso, non sarebbe ancora cominciato nonostante la delimitazione dell’area.

Le fotografie mostrano le barriere sistemate in prossimità dell’attraversamento pedonale, con coni e segnaletica temporanea. Su un segnale di divieto di sosta è stato affisso il foglio di protesta, che contesta soprattutto la sottrazione di parcheggi: «Avete calpestato i diritti dei cittadini togliendo posti auto vitali per il quartiere. Non ne possiamo più».

Parole dure, che portano l’attenzione sulla gestione degli spazi pubblici e sui tempi di attesa tra la posa delle transenne e l’effettivo avvio dei lavori. Il riferimento ai 23 giorni compare nel messaggio anonimo: è la denuncia di chi ha scelto di rendere visibile il proprio malcontento direttamente sulla strada.

Dalla segnalazione che accompagna le immagini arriva anche una precisazione: al momento le barriere non ostacolerebbero in maniera rilevante né il traffico né il passaggio dei pedoni. «Ad onor del vero, ora come ora le transenne non ostacolano più di tanto né traffico né pedoni», viene riferito, ipotizzando che qualcuno possa averle spostate. Una circostanza, quest’ultima, che resta da verificare.

Il punto sollevato è però un altro: «Sono comunque lì, in attesa di non so che cosa». E alla domanda sui tempi si aggiunge quella sulle spese: «E poi mi pare che le transenne costino, no?». Un interrogativo che richiede chiarimenti, perché dalle fotografie e dalla segnalazione non è possibile stabilire se le barriere siano a noleggio, quali costi comportino e a carico di chi.

La richiesta che emerge dalla protesta è semplice: sapere quale intervento sia previsto, perché l’area resti transennata e quando partiranno le opere. Chi è responsabile dell’intervento chiarisca tempi e ragioni dell’attesa, verificando anche che l’occupazione degli spazi sia limitata a quanto effettivamente necessario. Perché anche un piccolo angolo di quartiere merita risposte precise.

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