Lo stato di degrado del quartiere aumenta ogni giorno che passa

Nel cuore della notte, in un quartiere che dovrebbe profumare di libri e di pane fresco, il fuoco ha inghiottito – di nuovo – le pagine del sogno di Marco, il libraio senza dimora delle Cure. Non è la prima volta che accade: i suoi volumi usati, ordinati con cura su un banchetto che sapeva di cultura e resistenza, erano già stati dati alle fiamme mesi fa. Ora è successo ancora. Un gesto vile, reiterato, che puzza di odio e indifferenza. E che non colpisce solo un uomo, ma un’intera comunità ormai rassegnata a convivere con il degrado.

Il quartiere delle Cure, uno dei più storici e popolari di Firenze, oggi si presenta come un luogo spaccato tra memoria e abbandono. Il sottopassaggio che collega i lati della piazza è un emblema del declino: sporco, maleodorante, privo d’illuminazione e ormai divenuto simbolo di insicurezza. Chi ci passa di notte racconta di ombre inquietanti e passi affrettati, spesso accompagnati dalla paura. Nessuna telecamera, nessuna presenza delle forze dell’ordine: solo degrado.

«Dopo una certa ora non si vede anima viva, tranne gruppetti di ragazzi che bevono, urlano, si spintonano. A volte danno anche fastidio ai passanti», racconta Giorgio, residente da oltre trent’anni nella zona. «Qui una volta si viveva bene, adesso si ha paura anche solo di portare il cane fuori la sera. Nessuno controlla, nessuno interviene».

Piazza delle Cure, un tempo salotto popolare della città, è oggi teatro di notti disturbate da schiamazzi, urla e comportamenti molesti. Le voci dei cittadini si fanno sentire, ma sembrano perdersi nel vuoto istituzionale. E mentre la vita notturna degenerata si prende la scena, i più fragili – come Marco – pagano il prezzo più alto.

Non bastano le parole di solidarietà dopo l’ennesimo incendio. Serve una presa di posizione chiara: il Comune deve intervenire. Ripulire, sorvegliare, illuminare. Ridare dignità a un quartiere che chiede solo di tornare a essere vivo, ma in modo civile e sicuro.

Perché se bruciano i libri e nessuno se ne accorge, allora il silenzio è complice.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies