Bene, bravo, bis! Lo ammetto, durante la campagna elettorale per l'elezione del nuovo Sindaco/Sindaca di Firenze avevo molte perplessità su Eike Schmidt. E sia chiaro: i dubbi non erano legati alla sua personalità o al fatto che potesse essere la figura giusta per il centrodestra per tentare di prendersi Palazzo Vecchio. Al contrario. Ero e resto convinto che fosse un profilo corretto, sicuramente competitivo, ma che abbia pagato l'atteggiamento dei partiti che lo hanno sostenuto e certi torni non solo troppo forti per chi voleva rivolgersi soprattutto ad un elettorato moderato ma spesso anche strumentali.
I miei dubbi, e così torniamo al punto di partenza, erano legati al contorno. La nomina a Direttore del Museo Capodimonte di Napoli infatti mi sapeva tantissimo di paracadute ed ero sicuro che in caso di sconfitta l'ex numero uno degli Uffizi avrebbe preso armi e bagagli, avrebbe lasciato Firenze venendo così meno al compito (capo dell'opposizione) che i cittadini gli avevano assegnato con il voto. E invece, ed ecco perché mi sento di dirgli “Bravo”, Schmidt ha preso e sta prendendo molto sul serio il suo ruolo e soprattutto, cosa molto rara purtroppo quando si parla di politici e politica, sta mantenendo la parola data. Aveva promesso che sarebbe rimasto in Consiglio Comunale, e così sta facendo.
Non solo. Lo sta facendo con un atteggiamento molto serio e pazienza se questo in qualche occasione significa distinguersi dalle forze che lo hanno appoggiato alle elezioni. Mi riferisco, per esempio, alla discussione sull'estensione della ZTL o a quella sull'overtourism. Temi sui quali Schmidt ha appoggiato la maggioranza.
“Nel mio modo di vedere la politica non ci trovo nulla di strano. In Consiglio, abbiamo votato a favore di una decina di proposte di Palagi (Sinistra Progetto Comune, ndr), il che non significa che ci vogliamo iscrivere a Rifondazione Comunista, ma solo che erano ragionevoli” ha detto qualche giorno fa in un'intervista al Corriere Fiorentino. Parole quasi commoventi, messe in bocca ad un politico. Ma forse chissà. A far la differenza è proprio il fatto che lui non sia un politico di professione.
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