Un buon giocatore e poi un bravo allenatore della Fiorentina (dalla fine di dicembre del 2019 a maggio del 2021) ma soprattutto un uomo vero, leale e sincero con un legame fortissimo con Firenze. Giuseppe Iachini, per tutti noi semplicemente Beppe, è uno che per la squadra viola ha sempre dato tutto e anche di più in campo e in panchina.
Arriva in riva all'Arno quando ha venticinque anni (è nato ad Ascoli Piceno il 7 maggio 1964) nell'estate del 1989 dal Verona con la Fiorentina che acquista dall'Hellas anche Pioli e Volpecina.
Beppe è un mediano, quello che all'epoca controlla il giocatore avversario più dotato tecnicamente. È un lottatore, uno che non si tira mai indietro e che dà tutto per la maglia. E' serio, scrupoloso, si allena con impegno. Grintoso ma corretto è subito amato dai sostenitori viola. E quando in campo il gioco si fa duro dalla curva Fiesole parte il coro: "Picchia per noi Beppe Iachini".
Da giocatore rimane in riva all'Arno per cinque stagioni dal 1989/90, quando la Fiorentina si salva all'ultima giornata ma va in finale in Coppa Uefa, al 1993/94 quando vince il campionato di serie B e viene promossa in serie A. Con la maglia gigliata segna 2 reti, entrambe al Franchi ed entrambe quando sulla panchina viola siede Gigi Radice. La prima la realizza all'Inter il 1 marzo 1992 con un tiro di destro dall'interno dell'area di rigore nella porta sotto la curva Ferrovia. È una rete importante perché è quella del definitivo 1-1. Il secondo gol lo segna sempre a Firenze, sempre nello stesso anno e sempre nella stessa porta, alla Roma l'8 novembre. È il gol dell'1-0 con un tiro di destro da fuori area nell'incontro vinto dalla Fiorentina per 2-1.
Debutta in maglia viola il 23 agosto 1989 nel primo turno di Coppa Italia a Licata dove la Fiorentina vince 3-1. E' la prima delle 150 gare giocate con la casacca gigliata. Tra le tante belle partite disputate da Beppe restano nella memoria quelle in Coppa Uefa nel 1989. Le battaglie nelle due sfide con l'Atletico Madrid nei trentaduesimi di finale decise ai rigori e poi la gara di ritorno degli ottavi del 6 dicembre con la Dinamo, nel campo ghiacciato di Kiev, finita 0-0. Sono incontri in cui c'è da lottare su ogni pallone e Iachini in queste occasioni si esalta più che mai.
Nelle stagioni in cui Beppe veste la maglia viola la Fiorentina come massimo risultato ottiene il dodicesimo posto. E lui non sempre è titolare anche se un giocatore con le sue caratteristiche avrebbe fatto sicuramente comodo sempre.
Nell'ultimo campionato disputato a Firenze (1993/94 in serie B), invece, salta solo quattro partite su trentotto. Diventa uno dei punti di riferimento della squadra di Ranieri che ottiene la promozione a cinque turni dalla fine l'8 maggio 1994 battendo al Franchi 5-1 l'Ascoli, la formazione della sua città in cui ha iniziato la carriera.
Tuttavia Iachini viene ceduto al Palermo nel mercato estivo. Firenze comunue rimane casa sua. E i tifosi viola lo accolgono da avversario sempre con grande calore. È curioso che la sua ultima partita in serie A la giochi proprio al Franchi, a trentasei anni, il 14 maggio 2000 da capitano del Venezia. Anche quel giorno per lui ci sono solo applausi.
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