Stefano Borgonovo

Non è tanto il numero di gol segnati a fare grande un centravanti. Un bomber di razza è tale soprattutto quando le reti le realizza alle squadre più forti. Stefano Borgonovo nella sua prima stagione a Firenze (1988/89) mette tra l'altro la propria firma sui successi al Comunale con Juve e Inter. Ai nerazzurri segna un gol anche il 28 settembre 1988 a Piacenza nella seconda fase a gironi di Coppa Italia. La Fiorentina vince 4-3 e si qualifica per i quarti di finale. È la sua terza partita in maglia viola con la quale debutta due settimane prima all'Olimpico con la Lazio (sempre in Coppa Italia) dove la squadra di Eriksson perde 1-0. Sette giorni più tardi, il 21 settembre, a Pistoia (al Comunale sono in corso i lavori di ristrutturazione in vista dei mondiali di Italia '90) realizza il suo primo gol con la casacca gigliata nel match con l'Udinese vinto dalla Fiorentina 3-0. 

Il 16 ottobre, alla seconda giornata, ancora a Pistoia debutta in campionato con la squadra viola che batte l'Ascoli 2-1, segnando un gol. E si ripete la settimana successiva a Cesena realizzando la rete del definitivo 3-0. Il primo gol a Firenze lo segna il 6 novembre all'Atalanta nel match pareggiato in rimonta 1-1.
Borgonovo in breve tempo diventa per i tifosi viola Borgogol e con Baggio forma la B2, una coppia di attaccanti straordinaria. Insieme in campionato segnano 29 reti (15 Roberto, 14 Stefano), il sessantasei per cento del totale di quelli realizzati da tutta la squadra (44).

Borgonovo arriva alla Fiorentina in prestito dal Milan nell'estate del 1988, quando ha ventiquattro anni (è nato a Giussano in provincia di Monza e della Brianza il 17 marzo 1964).
Sa attaccare la profondità in maniera esemplare. Ha uno stacco di testa impressionante. È agile e veloce ed è dotato di buona tecnica. E poi ha un fiuto del gol particolare, quello dei grandi centravanti che sanno trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto. 

L'apoteosi per lui arriva il 15 gennaio 1989 a Firenze nella sfida con la Juve. All'89', sul risultato di 1-1, segna di testa su angolo battuto da Baggio il gol della vittoria in rimonta per 2-1 nella porta sotto la curva Fiesole. È un'emozione pazzesca. Battere i bianconeri è sempre bellissimo ma batterli all'ultimo minuto dopo essere stati in svantaggio è il massimo della gioia. Per me che sono allo stadio e perdo la voce urlando come un pazzo questo rimane uno dei successi più belli di sempre nelle sfide con la Juve. 

Il 29 gennaio ancora al Comunale contro la Roma nel match finito 2-2 arriva la sua prima doppietta in maglia viola. Con la Fiorentina sotto per 2-0 realizza il primo gol nel primo tempo con un rasoterra dall'interno dell'area di rigore nella porta sotto la curva Ferrovia. Il gol del pareggio lo sigla di testa a diciotto minuti dalla fine dopo una punizione battuta da Baggio nella porta sotto la curva Fiesole. La seconda doppietta Stefano la confeziona due settimane più tardi, il 12 febbraio, sempre a Firenze alla diciassettesima e ultima giornata del girone d'andata contro la capolista Inter ancora imbattuta in campionato. Con la Fiorentina in svantaggio per 3-2 a diciassette minuti dalla fine segna il gol del pareggio con un tiro di destro nella porta sotto la curva Fiesole. A cinque minuti dal novantesimo poi approfitta di un errato passaggio all'indietro di Bergomi al portiere Zenga e realizza la rete del 4-3 che manda in estasi i tifosi viola. Quel gol per me che sono allo stadio sembra una dedica alla mia nonna paterna che sta molto male e morirà due giorni dopo. 
Tra febbraio e marzo di quello stesso anno Stefano si toglie la grande soddisfazione di giocare anche tre partite in Nazionale.

La Fiorentina in quel torneo arriva al settimo posto a pari punti con la Roma. È necessario uno spareggio per stabilire quale delle due squadre si qualifichera' per la Coppa Uefa. Stefano è rammaricato perché è costretto a saltare la sfida per squalifica rimediata per somma di ammonizioni. Per fortuna il suo sostituto, Pruzzo, segna il gol che porta i viola in Europa. Borgonovo, però, non gioca in Coppa Uefa con i viola. Lo rivuole il Milan, proprietario del suo cartellino. Ma torna a Firenze un anno dopo, nell'estate del 1990. È uno dei primi acquisti del presidente Mario Cecchi Gori che ha rilevato la società dalla famiglia Pontello.

Purtroppo Stefano non si ripete ai livelli del 1988/89. In due stagioni segna solo 7 reti in 42 partite. Realizza però una tripletta, l'unica in maglia viola, il 17 maggio 1992 al Franchi con il Napoli nell'incontro vinto dalla Fiorentina 4-2 nel giorno della sua ultima partita a Firenze. Nell'estate del 1992 viene ceduto al Pescara, dopo aver disputato con la casacca gigliata 77 partite, segnando 23 reti. 

Poi purtroppo, quando ha già smesso di giocare, viene colpito dalla Sla. Muore ad appena cinquantanove anni il 27 giugno 2013 nella sua Giussano. Una volta, durante la malattia, torna anche al Franchi. Succede l'8 ottobre 2008 in una gara amichevole tra Fiorentina e Milan organizzata per raccogliere fondi per la ricerca sulla Sla. Entra in campo in una carrozzina trascinata dal suo amico Roberto Baggio. Noi quarantamila presenti allo stadio siamo tutti commossi. Piangiamo come bambini, mentre i tifosi viola intonano il coro Borgogol come quando segnava i gol decisivi a Juve e Inter. 
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