Una "folla" commossa e in lutto a Borgunto: circa cinquecento persone alle esequie

Un dolore immenso ha avvolto la chiesa di San Bernardino di Borgunto, a Fiesole, dove si sono svolti questo pomeriggio i funerali di Boris Travelli, scomparso all’improvviso a causa di un aneurisma mentre si trovava nel suo amato Casentino. Circa cinquecento persone si sono strette attorno alla famiglia, alla moglie Mariangela e ai due figli, per rendergli l'ultimo omaggio, testimoniando un affetto profondo e trasversale che ha unito le colline fiesolane e le vallate casentinesi.

Boris era una figura conosciuta e stimata da tutti. Impresario edile, gestiva insieme al fratello l'azienda di famiglia, proseguendo una tradizione di lavoro e dedizione ben nota sul territorio, dove anche il padre aveva prestato servizio per una decina d'anni come operaio del Comune. Ma oltre alla sua attività professionale, Travelli era un pilastro della comunità locale per il suo costante supporto alla Misericordia di Fiesole e per la sua travolgente passione sportiva. Nonché per le Harley-Davidson, con la sua amata motocicletta che lo ha accompagnato simbolicamente anche nella sua ultima "corsa".

Grande tifoso della Fiorentina, Boris è stato accompagnato nel suo ultimo viaggio dai simboli della sua fede calcistica: sul feretro sono state adagiate due maglie viola, una recante la scritta 'BORIS' e il numero 75, suo anno di nascita, e l'altra con il nuovo numero 9 di Moise Kean, firmata e riempita di dediche dai tantissimi amici e conoscenti presenti alle esequie.

Alla cerimonia ha partecipato con profondo cordoglio anche l'amministrazione comunale di Fiesole, rappresentata dal sindaco Cristina Scaletti, dal presidente del consiglio Alessandro Casali e dagli assessori Tommaso Rossi e Andrea Cammelli, a testimonianza del segno indelebile lasciato da Travelli nel tessuto sociale del paese. Tra lacrime, ricordi e la presenza di tanti giunti appositamente dal Casentino, la comunità ha salutato un uomo generoso la cui scomparsa lascia un vuoto incolmabile.

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