È l'unico giocatore della Fiorentina ad aver disputato l'ultima partita in maglia viola con la fascia da capitano vincendo a Torino con la Juve. Questo record appartiene a Renzo Contratto che nella stagione 1987/88 eredita la fascia da Giancarlo Antognoni. Il 15 maggio 1988, negli ultimi novanta minuti di campionato, la squadra gigliata batte quella bianconera a Torino per 2-1 con le reti di Baggio e Di Chiara, costringendola tra l'altro a disputare lo spareggio (poi vinto) con il Torino per andare in Coppa Uefa. Renzo indossa la maglia numero due e si toglie questa grande soddisfazione. Peraltro è la seconda volta che vince con la Juve all'ombra della Mole dopo il successo del 28 aprile 1985 sempre per 2-1. Ed è l'unico insieme a Stefano Carobbi ad aver battuto due volte i bianconeri in campionato sul loro campo (sono appena otto le vittorie gigliate a Torino).
Renzo è un terzino rapido e veloce ed è bravo nei recuperi. È tenace e grintoso ma non cattivo. All'inizio della sua carriera in maglia viola controlla per lo più l'ala sinistra avversaria. Ma poi si evolve. E nella stagione 1983/84, quando De Sisti schiera la difesa con il libero Passarella e due soli marcatori (lui e Pin) si occupa dell'attaccante più rapido. Nel 1987/88 poi, con Eriksson in panchina, gioca a zona come difensore di destra.
A Firenze arriva dal Pisa nell'estate del 1980 e vi rimane per otto stagioni, dal 1980/81 al 1987/88, disputando 285 partite (222 in campionato) senza mai segnare.
In maglia viola debutta tra l'altro in serie A il 14 settembre 1980, alla prima giornata, al Comunale nel match con il Perugia vinto dalla Fiorentina 1-0. Lo vedo giocare per la prima volta dal vivo quando ha vent'anni (è nato a Borgaro Torinese in provincia di Torino il 5 dicembre 1959) in una partita amichevole tra la nazionale under 21 dell' Italia e quella olimpica dell'Unione Sovietica disputata al Comunale di Firenze il 13 febbraio 1980 e persa dagli azzurri di Vicini per 1-0. Renzo che milita nel Pisa (in serie B) entra in campo a un quarto d'ora dalla fine e mi colpisce subito per il suo dinamismo. È un giorno speciale per lui. Debutta, infatti, con l'Under 21 (colleziona altre 6 presenze e 4 con l'Under 23 tutte da calciatore gigliato) in quello che diventerà il suo stadio.
In otto anni alla Fiorentina salta soltanto diciotto partite di campionato a conferma della bravura del giocatore e della sua importanza per tutti gli allenatori che si sono succeduti in quel periodo sulla panchina viola (Carosi, De Sisti, Valcareggi, Agroppi, Bersellini, Eriksson). Nel 1985/86 quando la Fiorentina arriva quarta (il tecnico è Agroppi) gioca tutte e trenta le gare.
A Renzo, come a tutti noi, resta il grande rammarico per il mancato scudetto nel campionato 1981/82 nel quale salta non disputa solo le prime due partite.
Nell'estate del 1988 viene ceduto all'Atalanta. Il suo legame con Firenze e la Fiorentina (il punto più alto della sua carriera) è rimasto però immutato nel tempo come dimostrato anche dalla sua presenza al Franchi per la festa del centenario.
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