FIRENZE – Esplode la tensione sulle carte dell'inchiesta parlamentare relativa alla morte di David Rossi, l'ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Rischia infatti di saltare l'audizione a Palazzo San Macuto di Gabriele Ceccherelli, noto calciante fiorentino di 70 anni conosciuto come "Lo Zena". Lo scrive La Nazione.
Ceccherelli era stato accusato da due testimoni della commissione di aver organizzato, su presunto mandato dell'ex presidente di MPS Giuseppe Mussari, un'intimidazione finita male contro Rossi. Attraverso il proprio legale, l'avvocato Federico Bagattini, Ceccherelli ha tuttavia comunicato la decisione di revocare la disponibilità a presentarsi prima del previsto. La presenza era condizionata alla possibilità di prendere visione dell'integralità dei verbali e dell'annotazione di polizia giudiziaria diffusi dal presidente della commissione Gianluca Vinci, al momento coperti da diversi omissis.
Gli atti inviati alla magistratura e le nuove indagini
La richiesta di ottenere i documenti privi di omissis non ha trovato riscontro poiché, come confermato dal presidente Vinci, la documentazione è stata trasmessa direttamente all'autorità giudiziaria. Di conseguenza, le Direzioni Distrettuali Antimafia si stanno già muovendo per gli approfondimenti del caso.
L'ipotesi è che la Procura di Firenze stia coordinando le attività nell'ambito di un nuovo fascicolo sull'omicidio di Rossi. I legali dei testimoni non confermano né smentiscono l'eventuale convocazione dei propri assistiti da parte dei magistrati. Da parte sua, Ceccherelli non ha al momento ricevuto alcuna notifica formale, pur confermando tramite la difesa la propria totale disponibilità nei confronti della magistratura. Nessun segnale di apertura alla Commissione giunge invece da Giuseppe Mussari, che ha già preannunciato azioni legali a tutela della propria reputazione.
Il profilo dei testimoni e le perplessità sulle accuse
I dubbi sollevati dalla difesa di Ceccherelli si concentrano anche sull'attendibilità delle due fonti su cui si poggiano le recenti rivelazioni della Commissione:
Saverio Giampà: originario della Calabria e con un passato legato a procedimenti giudiziari a Firenze alla fine degli anni '90, era stato in passato condannato per calunnia dopo aver reso false dichiarazioni in merito a un caso di omicidio avvenuto nei primi anni Duemila.
Renan William Vilanova Correa: di origine brasiliana, in carcere a Siena per un omicidio commesso nel 2013, ha anch'esso un precedente per calunnia ai danni di una guardia penitenziaria. Inoltre, la sorella del detenuto ha denunciato presunte pressioni psicologiche esercitate sul fratello affinché rendesse dichiarazioni, sostenendo che l'uomo non avrebbe firmato alcun verbale formale.
Il contesto storico
David Rossi morì la sera del 6 marzo 2013 in seguito alla caduta dalla finestra della sua stanza a Rocca Salimbeni, sede di MPS a Siena. Nonostante i molteplici punti oscuri evidenziati negli anni dai familiari e dalle perizie di parte, le due precedenti inchieste giudiziarie della magistratura si sono concluse con l'archiviazione del caso come suicidio.
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