FIRENZE – Prende sempre più forma l'ipotesi investigativa sulla dinamica dell'incidente sul lavoro che il 15 ottobre scorso è costato la vita ad Ayoub Abourabil, gruista di 31 anni di origini marocchine e dipendente del Consorzio Florentia, deceduto all'interno del cantiere dell'Alta Velocità. Come riporta il quotidiano La Nazione, la tragedia sarebbe stata causata dal mancato ancoraggio di una gigantesca trave in metallo, finita addosso all'operaio in seguito a un movimento improvviso.
La Procura della Repubblica di Firenze ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, coordinato dal pubblico ministero Alessandro Moffa. È stato inoltre nominato un consulente tecnico con il compito di ricostruire con precisione scientifica ogni fase dell'infortunio. Al momento l'inchiesta è a carico di ignoti, mentre le risultanze autoptiche iniziali confermano che il decesso è sopraggiunto per schiacciamento.
La ricostruzione della dinamica
Secondo gli elementi raccolti finora, Abourabil stava manovrando da terra una gru tramite joystick per movimentare elementi metallici in un'area di cantiere in fase di smontaggio.
La sequenza dei fatti delinea il seguente scenario:
Il trentunenne aveva posizionato sul fianco una trave a forma di "H" all'interno del cassone del tir, senza tuttavia procedere all'ancoraggio del pezzo.
Successivamente, l'operaio avrebbe agganciato un secondo elemento in metallo per proseguire le operazioni di carico.
Durante questa seconda fase si sarebbe verificato un intoppo: per disincastrare il materiale, Abourabil sarebbe salito sul lato posteriore del rimorchio tentando un intervento manuale.
Il movimento brusco avrebbe fatto cedere la prima trave non fissata, che si è ribaltata travolgendo l'operaio e causandone la morte immediata sotto gli occhi dei due cugini, anch'essi impiegati nello stesso cantiere.
Le verifiche in cantiere e la ricerca delle responsabilità
Nell'area dell'incidente non sono presenti telecamere di videosorveglianza; di conseguenza, i due cugini della vittima rappresentano gli unici testimoni oculari dell'accaduto. Nei prossimi giorni i tecnici della ASL effettueranno un sopralluogo sul posto insieme ai familiari-colleghi per ripercorrere nell'esatta sequenza i gesti compiuti prima dell'impatto.
Tramonta intanto l'ipotesi iniziale di una caduta dall'alto o di un guasto meccanico: la gru, riportata in posizione di riposo diverse ore dopo la tragedia, non ha evidenziato malfunzionamenti alla catena o ai sistemi di comando.
L'attenzione degli investigatori si concentra ora sull'individuazione della catena di comando e dei protocolli di sicurezza per comprendere chi dovesse vigilare sulle operazioni di carico e sull'ancoraggio dei materiali, passaggi propedeutici all'emissione delle prime iscrizioni nel registro degli indagati.
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