Chiusa parte dell’area giochi, timori per gli spazi verdi e per l’estate dei bambini

Le recinzioni arancioni, i new jersey in cemento, le ruspe al lavoro e i cumuli di terra raccontano un'altra fase della trasformazione di Campo di Marte. Il grande cantiere per il restyling dello stadio Artemio Franchi continua ad allargarsi e, nelle ultime settimane, ha iniziato a occupare una porzione del giardino pubblico che da anni rappresenta un punto di ritrovo per famiglie, bambini e residenti del quartiere.

Le immagini parlano chiaro: una parte dell'area verde è stata delimitata e resa inaccessibile, mentre i lavori procedono a pochi metri dalle attrezzature ludiche rimaste aperte. Una situazione che sta alimentando dubbi e malumori tra chi vive quotidianamente la zona.

"Capiamo benissimo che lo stadio debba essere ristrutturato e che un'opera di questa portata richieda sacrifici", racconta una madre mentre accompagna il figlio al parco. "Però la sensazione è che, alla fine, siano sempre i cittadini a perdere qualcosa. Se chiudono i giochi e restringono gli spazi verdi, i bambini dove vanno?".

Il tema più sentito riguarda proprio i più piccoli. Con l'arrivo dell'estate e la chiusura delle scuole, il giardino rappresenta uno dei pochi luoghi del quartiere dove trascorrere qualche ora all'aria aperta. "Non ci devono rimettere i nostri figli", afferma un nonno seduto su una panchina poco distante dalle recinzioni. "Va bene il Franchi nuovo, va bene il futuro della città, ma bisogna trovare un equilibrio. I bambini hanno bisogno di spazi, soprattutto in una zona già molto urbanizzata".

C'è anche chi teme che l'occupazione temporanea possa trasformarsi in una situazione destinata a durare più del previsto. "I cantieri, si sa, spesso partono con una data e finiscono con un'altra", osserva un residente di via Dupré. "La paura è che questa area rimanga chiusa per anni. E intanto il quartiere perde pezzi della sua vivibilità".

Non mancano tuttavia le voci più favorevoli all'intervento. Alcuni abitanti sottolineano come i disagi siano inevitabili di fronte a un'opera considerata strategica per Firenze. "È un sacrificio temporaneo", spiega un pensionato che abita a poche centinaia di metri dallo stadio. "Quando tutto sarà finito avremo uno stadio moderno e probabilmente anche spazi pubblici riqualificati. Certo, bisogna vigilare affinché il verde venga restituito ai cittadini nelle stesse condizioni, se non migliori".

Tra i residenti emerge quindi una posizione comune: nessuno mette in discussione la necessità dei lavori, ma cresce la richiesta di informazioni chiare sui tempi e sulle modalità di utilizzo delle aree pubbliche coinvolte. In particolare, le famiglie chiedono garanzie sul mantenimento degli spazi dedicati ai bambini e sulla tutela del verde.

Nel frattempo il cantiere continua a avanzare. Dietro le reti metalliche si muovono mezzi e operai, mentre dall'altra parte le famiglie osservano e attendono. Con una speranza semplice ma precisa: che la rinascita del Franchi non finisca per togliere troppo a chi, quel quartiere, lo vive ogni giorno.

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