Nel quartiere Campo di Marte, a ridosso della stazione ferroviaria e lungo le trafficate direttrici di via Mannelli e viale Mazzini, si trova una corte interna circondata da edifici residenziali. Fino a pochi mesi fa, quest’area rappresentava un raro spazio di tranquillità, lontano dai rumori del traffico cittadino. Una situazione che è drasticamente cambiata con l’apertura dell’A&O Hostels, una grande struttura ricettiva con 121 camere e 470 posti letto.
A partire da fine gennaio, poco prima dell’inaugurazione ufficiale, l’attivazione di un imponente impianto di climatizzazione ha provocato forti disagi tra i residenti. Il sistema, composto da otto ventole collegate a doppi termoconvettori posizionati nella corte, è in funzione continuativamente per garantire riscaldamento e raffrescamento agli ospiti dell’ostello. Il risultato è un rumore di fondo costante, percepibile anche a finestre chiuse, che ha compromesso la vivibilità per molti abitanti.
Il disagio si manifesta su più fronti. Alcuni residenti faticano a lavorare da casa per l’impossibilità di concentrarsi, altri lamentano disturbi del sonno dovuti al ronzio ininterrotto. La situazione ha anche alimentato preoccupazioni economiche: molti temono che l’impatto acustico possa svalutare gli immobili, acquistati proprio per la relativa tranquillità offerta dalla corte, nonostante la vicinanza ai trasporti pubblici
Le prime proteste e l’intervento del Comune
Già a febbraio, dodici condomini del civico 121 avevano inoltrato una segnalazione formale alla polizia municipale ambientale, chiedendo controlli sulla legittimità e la conformità acustica dell’impianto. Le autorità, tramite la Direzione Ambiente di Palazzo Vecchio, avevano richiesto ad A&O Hostels l’installazione di un “cappotto” fonoassorbente per mitigare le emissioni sonore. L’ostello aveva promesso un intervento entro il 15 aprile, ma la scadenza è passata senza che nulla fosse fatto, esasperando ulteriormente la situazione.
A supportare i residenti è intervenuto anche il consigliere comunale Francesco Casini (Italia Viva), che ha sottolineato come “la qualità della vita in quella corte si sia fortemente deteriorata”.
Il problema non riguarda solo l’impianto: la presenza del maxi ostello ha modificato la fisionomia del quartiere, tradizionalmente poco turistico. Il via vai continuo di trolley e bus turistici, soprattutto tra mezzogiorno e le tre del pomeriggio, coincide con l’uscita delle scuole vicine e l’arrivo di nuovi ospiti. La zona è diventata un caos.
Il tentativo di riconciliazione: grigliata in cortile e nuove promesse
Domenica 18 maggio, in un tentativo di distensione, la direzione dell’ostello aveva organizzato una grigliata con i residenti. L’invito non è stato accolto con entusiasmo e la partecipazione è stata modesta. Tuttavia, l’incontro ha portato a qualche risultato: le ventole sono state finalmente inscatolate, riducendo parzialmente il rumore. Non solo: il regional manager per l’Italia, Francesco Siciliano, ha annunciato nuovi interventi. Saranno piantate barriere vegetali attorno all’impianto, e nella corte verrà realizzato un giardino accessibile anche ai vicini, con l’intento di restituire almeno in parte un senso di comunità.
Siciliano ha poi voluto rassicurare i presenti: “Il nostro non è un ‘party hostel’. Dopo le dieci di sera, nessuna attività si svolgerà all’aperto e il personale di sicurezza garantirà il rispetto delle regole.” Un messaggio che ha suscitato cauto ottimismo, anche se resta forte la preoccupazione che, con l’arrivo dell’estate, il sistema venga spinto oltre l’attuale capacità, compromettendo ancora una volta la vivibilità della zona.
Un dialogo ancora fragile
“Il ronzio si è attenuato, ma persiste. E se alzeranno la potenza dell’impianto con il caldo, saremo punto e a capo”, commentano alcuni dei pochi residenti presenti all’incontro. Le parole del manager dell’ostello, che ha invitato i residenti a segnalare ogni nuovo problema, sono state accolte con prudenza. Dopo mesi di promesse disattese, la fiducia è comprensibilmente scarsa.
Intanto, i cittadini continuano a chiedere interventi più incisivi, che vadano oltre i pannelli e le piante decorative. In un momento in cui la sostenibilità urbana è sempre più al centro del dibattito pubblico, molti si chiedono come sia stato possibile autorizzare l’installazione di un impianto così impattante in una zona residenziale così sensibile. E soprattutto: perché non siano stati adottati fin da subito sistemi più silenziosi, già ampiamente disponibili sul mercato.
Il futuro della corte
L’ex angolo di silenzio dietro via Mannelli non è più lo stesso. Se la promessa di un giardino condiviso potrà restituire almeno in parte il senso di comunità, resta ancora aperta la questione della compatibilità tra strutture ricettive di grandi dimensioni e la qualità della vita urbana. Il caso di Campo di Marte, diventato emblematico, pone una domanda più ampia: può un quartiere mantenere la sua anima residenziale in presenza di trasformazioni così radicali?
La risposta, al momento, resta sospesa. Tra ventole che ronzano, trolley che invadono i marciapiedi e grigliate di riconciliazione, i residenti continuano a sperare che la loro voce venga finalmente ascoltata.
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