I residenti si dividono: c'è chi denuncia abbandono e insicurezza e chi invita a non criminalizzare un quartiere che resta vivo e abitato

Da piazza della Libertà verso via Spartaco Lavagnini bastano pochi passi per imbattersi in una Firenze diversa da quella delle cartoline. Una Firenze fatta di marciapiedi sporchi, bottiglie lasciate a terra, mozziconi, rifiuti abbandonati e saracinesche coperte di graffiti. Una realtà quotidiana che, secondo molti residenti, da troppo tempo attende risposte concrete.

Le immagini raccolte nella zona raccontano di un degrado diffuso: sotto il porticato si notano sacchetti, fazzoletti e cartacce lasciati lungo il percorso pedonale; poco distante, nell'area verde, una panchina è circondata da rifiuti e mozziconi di sigaretta, mentre un carrello della spesa rovesciato diventa l'emblema di una trascuratezza che, per alcuni, non può più essere ignorata.

"Il problema non è soltanto la sporcizia", racconta una donna che vive qui da oltre trent'anni. "La sera il porticato è poco illuminato e si crea una sensazione di insicurezza. Magari non succede niente, ma il disagio c'è e chi torna a casa da solo lo percepisce chiaramente".

Dello stesso avviso anche un giovane residente della zona: "Non chiediamo interventi straordinari. Vorremmo semplicemente una pulizia più frequente e controlli maggiori. Siamo a pochi minuti dal centro storico e non è normale vedere certe situazioni".

C'è chi punta il dito contro l'amministrazione e chi, invece, richiama alle responsabilità individuali. "È inutile dare sempre la colpa al Comune", osserva un pensionato seduto poco distante. "Se qualcuno butta le bottiglie a terra o lascia il carrello nel giardino, il problema è prima di tutto educativo. Manca rispetto per gli spazi comuni".

Un commerciante del quartiere invita poi ad evitare facili generalizzazioni. "Attenzione a non raccontare questa zona come fosse abbandonata a sé stessa. Qui ci sono negozi che lavorano, famiglie, studenti e persone che si danno da fare ogni giorno. I problemi esistono, ma non bisogna trasformarli in un'etichetta".

C'è anche chi sottolinea come la situazione sia peggiorata negli ultimi anni. "Una volta il porticato era molto più curato", racconta un residente storico. "Adesso le scritte restano sui muri per mesi e la pulizia sembra meno costante. Fa rabbia perché basterebbe davvero poco per migliorare il decoro".

Altri, invece, provano a vedere il bicchiere mezzo pieno. "Non mi sento in pericolo", spiega una giovane mamma. "Certo, sarebbe bello trovare tutto più pulito e illuminato, ma continuo a considerare questa una zona vivibile. Proprio per questo dobbiamo pretendere che venga valorizzata".

Ed è forse questo il sentimento che accomuna chi vive quotidianamente il tratto tra piazza della Libertà e via Spartaco Lavagnini: non la rassegnazione, ma la richiesta di attenzione. Perché il degrado non è solo una questione estetica. Riguarda la percezione di sicurezza, il senso di appartenenza e la qualità della vita di chi attraversa quelle strade ogni giorno.

Tra chi denuncia l'abbandono e chi invita a non dimenticare le tante energie positive del quartiere, resta una certezza: questo angolo di Firenze merita di più. Perché la bellezza di una città non si misura soltanto nei suoi monumenti, ma anche nella cura dei luoghi ordinari, quelli che i cittadini chiamano semplicemente casa.

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