"Che bella la Fiorentina!" esclama con entusiasmo Angelo Di Livio in esclusiva a Firenzedintorni.it. Appena iniziata l’intervista, l’ex centrocampista viola, a Firenze dal 1999 al 2005, esprime tutta la sua gioia nel vedere la squadra di Palladino giocare un calcio così spettacolare: "I cinque gol mi hanno sorpreso, e in parte è anche responsabilità della Roma, ma per il resto era prevedibile. La Fiorentina è una squadra umile che gioca un bel calcio. I tifosi viola possono ben sperare".
L’artefice di questo successo è Raffaele Palladino. L’inizio non è stato facile, ma Di Livio ha sempre invitato alla calma: "Le prime difficoltà erano normali. Non dimentichiamo che veniva da una piazza come quella di Monza. Serve tempo per trasmettere il proprio gioco alla squadra". Nelle parole dell’ex viola si percepisce un mix di orgoglio e gioia: "Lasciamelo dire ancora: ho visto una squadra davvero umile. E ne sono molto contento".
Dopo il 5-1 alla Roma, Firenze non è semplicemente soddisfatta: è entusiasta. Qualcuno parla persino di Champions League, ma non Di Livio. È come se non volesse svegliare i giocatori viola da un bellissimo sogno: "È ancora presto. La Fiorentina non deve entrare in campo con un obiettivo specifico in testa, ma affrontare partita dopo partita con la massima serenità. Poi, arrivati al girone di ritorno, tireremo le somme".
La Fiorentina viaggia sulle ali dell’entusiasmo, spinta da giocatori in cerca di riscatto dopo esperienze difficili in altre squadre. "Questo è merito anche dell’ambiente di Firenze", sottolinea Di Livio. "La passione del tifo viola sta dando una spinta fondamentale per il rilancio di giocatori come Bove, Cataldi e Kean".
A proposito di Kean, Di Livio ha le idee chiare: "Moise è nella fase giusta della sua crescita per prendersi la Fiorentina e fare il tanto atteso salto di qualità". È naturale chiedersi cosa sia cambiato rispetto alla sua esperienza alla Juventus, dove non si era mai visto un Kean così. Di Livio, che ha vissuto sia a Torino sia a Firenze, conosce bene la pressione di queste due piazze importanti: "Attenzione, eh! Firenze è una piazza grande e ambiziosa come Torino. Negli ultimi tre anni, la Fiorentina ha giocato tre finali. Moise ha cambiato tante squadre in passato, e questo può indicare scarsa personalità. Ma lo ripeto, ora lo vedo maturato".
Non solo Torino e Firenze, ma anche Roma: Angelo Di Livio conosce bene l’ambiente della Capitale, lo stesso in cui è cresciuto Edoardo Bove. "Edoardo è un ragazzo meraviglioso, lo ammiro davvero tanto: intelligente, umile, propositivo, con uno straordinario spirito di sacrificio". E detto da "Il Soldatino", questo è un grande complimento. "Devo però essere onesto: a Roma non l’ho mai visto giocare così. Quando hanno deciso di cederlo, la Fiorentina è stata davvero fortunata. E permettetemi di fare i complimenti a Pradè, che è abilissimo a cogliere queste opportunità".
Prima di congedarsi, Di Livio non manca di salutare quella che è stata e sarà sempre la sua città: "Non dimenticherò mai il calcio romantico della mia esperienza a Firenze. Abbiamo unito una città magnifica. E, se potessi tornare indietro, non cambierei nulla della mia carriera qui. Dalle vittorie alla rinascita, è stato tutto bellissimo".
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