I cambiamenti alla viabilità legati ai cantieri della tramvia e alla riorganizzazione della circolazione nella zona di via Aretina e piazza Alberti continuano a far discutere. A intervenire è Marco Martelli Calvelli, presidente della cooperativa “I Ragazzi di Sipario”, realtà che proprio in via Aretina gestisce un ristorante nato con l'obiettivo di offrire opportunità lavorative a ragazzi con disabilità, proponendo durante l'anno anche eventi e serate a tema.
Martelli Calvelli, in esclusiva a Firenzedintorni.it, parte dalla difficoltà di trovare un equilibrio tra esigenze differenti. «Bisogna sempre mediare tra gli esercenti, gli abitanti e quelli che passano dalla zona per andare altrove. Sono tre esigenze diverse», spiega. Il problema, a suo giudizio, riguarda soprattutto il modo in cui vengono programmati alcuni interventi: «Mi sembra che ci sia un peccato originale del Comune: fare i lavori prima di sapere fino in fondo quello che si farà. Ci vorrebbe più buon senso».
Nel mirino finiscono soprattutto le conseguenze della nuova viabilità. «Ora hanno messo un semaforo in piazza Alberti e via Aretina rischia di diventare una colonna fissa. Sono stati tolti anche molti posti auto, specialmente in via De Sanctis e nelle zone limitrofe. Il problema esiste ed è tangibile». Martelli Calvelli cita anche altre situazioni cittadine, dal ponte da Verrazzano ai lavori nell'area delle Cure, sottolineando come interventi e modifiche alla circolazione finiscano per sommarsi creando incertezza tra chi vive quotidianamente la città.
Ma c'è un aspetto che, per il presidente de “I Ragazzi di Sipario”, merita un'attenzione particolare: le conseguenze dei cambiamenti per i ragazzi con disabilità che ogni giorno devono raggiungere il ristorante.
«Io parlo anche a nome dei miei ragazzi. Sono abituati a prendere un autobus o la tramvia e, di punto in bianco, si ritrovano con sensi di marcia e fermate cambiati. Arrivano in un posto e non sanno più come venire al ristorante», racconta. Modifiche che possono apparire semplici per molti cittadini, ma che per chi ha impiegato mesi a imparare autonomamente un percorso possono rappresentare un ostacolo importante. «Ci sono anche persone che non sanno leggere e scrivere e che per imparare a orientarsi hanno avuto bisogno di un anno. Se poi gli cambi tutto, bisogna avere qualche accorgimento in più».
A questo si aggiunge il problema delle famiglie. Alcuni ragazzi vengono infatti accompagnati al lavoro da genitori ormai anziani. «Sento già genitori che mi dicono: “Adesso dove parcheggio? Prima avevo un posto, ora non c'è più, hanno cambiato il senso di marcia”. Dobbiamo metterci anche nei panni di persone di 80 o 85 anni che portano i ragazzi a lavorare e improvvisamente si ritrovano tutto cambiato».
La preoccupazione è soprattutto per le prossime settimane, quando la città tornerà a pieno regime dopo il periodo estivo. «Mi immagino il caos che ci sarà dal primo settembre», osserva Martelli Calvelli.
Per il ristorante di via Aretina, tuttavia, la nuova situazione potrebbe avere anche un risvolto positivo. «Noi più gente passa e meglio è, quindi da questo punto di vista sono quasi un controsenso», scherza. La maggiore presenza di auto e persone, soprattutto vicino al nuovo semaforo di piazza Alberti, potrebbe infatti aumentare la visibilità delle attività commerciali della zona. «La gente avrà anche più tempo per guardarsi intorno. C'è la farmacia, ci siamo noi, ci sono altre attività. Per i commercianti, almeno per ora, non la vedo come una grande tragedia. Dovrebbe passare più gente».
Rimane però la richiesta di fondo: programmare i cambiamenti tenendo conto non soltanto del traffico, ma anche delle persone più fragili e delle loro abitudini quotidiane. Perché modificare una fermata, eliminare un parcheggio o cambiare un senso di marcia può rappresentare un disagio temporaneo per molti, ma diventare una difficoltà molto più concreta per chi ha costruito con fatica la propria autonomia.
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