La foto arriva da via della Scala, a due passi dal centro storico di Firenze. Ma sarebbe un errore archiviarla come caso isolato. L’immagine delle biciclette in sharing parcheggiate sulle strisce pedonali, ammassate senza criterio tra marciapiedi e carreggiata, è ormai una scena ricorrente in molti quartieri della città, dal centro alle zone più periferiche.
Il bike sharing, cresciuto rapidamente negli ultimi anni, è diventato uno strumento quotidiano per residenti e turisti. Proprio questa diffusione, però, ha messo in luce un problema strutturale: l’assenza di regole rispettate (e fatte rispettare) sulla sosta dei mezzi. Le bici vengono lasciate ovunque, spesso nei punti più sensibili: attraversamenti pedonali, angoli ciechi, scivoli per disabili. Insomma, dove non dovrebbero stare.
«Ormai bisogna fare lo slalom anche a piedi», racconta Marco, che lavora in zona stazione. «Non è questione di una via sola: le trovi davanti ai portoni, sugli incroci, sulle strisce. E nessuno le sposta». Gli fa eco Anna, residente a Novoli: «Capisco il servizio, ma così diventa un problema di sicurezza, soprattutto la sera».
Sui social la questione è esplosa da tempo. In molti sottolineano come il problema non riguardi solo le biciclette, ma rientri in una gestione complessiva della micromobilità che fatica a trovare un equilibrio.
Via della Scala, oggi, è solo una fotografia. Ma l’album è lungo, e ogni fiorentino ne ha almeno una copia nel rullino del telefono. E no, purtroppo non è arte contemporanea.
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