Le critiche della Sindaca al Ministro e la replica infastidita. Ennesimo capitolo di una contrapposizione voluta dal Governo

Non staremo qua, per carità di patria, a elencare gli annunci (una vera specialitá) fatti dal governo in merito al piano casa. E poi questo è un portale internet e le regole della comunicazione online, si sa, impongono tempi e spazi “ridotti”. Il rischio insomma, se volessimo davvero dar conto di tutte le parole (vuote) con cui a Roma si sono riempiti la bocca in questi anni annunciando (mai facendo) quel famoso intervento per il recupero di spazi abitativi esauriremmo lo spazio a nostra disposizione e la pazienza dei nostri lettori. 

Ci limitiamo a sottolineare, e non è la prima volta purtroppo, l’atteggiamento che il Governo tiene quando si tratta di relazionarsi con amministrazioni locali di “colore” opposto. Era successo con Emilia e Toscana all’epoca (sig) delle alluvioni, prosegue con i temi legati alla sicurezza (qualcuno ha visto risorse e/o interventi concreti da parte del ministero dell’interno?), passa per le infrastrutture (Il governo ha disposto una riduzione del 70% dei fondi destinati alla manutenzione stradale in Toscana per il biennio 2025-2026, pari a circa 34 milioni di euro) e arriva, appunto, alla questione “piano casa”. 

Bene ha fatto insomma la Sindaca Funaro a tenere la barra dritta e la testa alta davanti a Matteo Salvini che, arrivato a Firenze annunciando peraltro un ennesimo ritardo per la stazione Foster, non ha trovato di meglio da fare che non attaccare la Prima Cittadina per aver chiesto conto, appunto, delle tante promesse fatte ma mai mantenute. Perché da queste parti qualcosa si sta provando a fare (vedi Vecchi Lupo di Toscana) ma è inutile girarci attorno: da solo, un Comune, non ce la può fare. 

Un atteggiamento più che comprensibile quello di Funaro e fra l’altro, a differenza di altri, tenuto con assoluto garbo ed educazione istituzionale. Il problema è che a Roma vivono con fastidio, per non dire con totale intolleranza, qualsiasi voce critica. E basta pensare al tentato intervento sulla Magistratura per capire di cosa stiamo parlando. Una postura molto poco “di governo”, per la quale però i cittadini (vedi referendum) hanno già presentato un conto parecchio salato…

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