Oggi l’erba è alta più di mezzo metro, i giochi per bambini sono rovinati e arrugginiti, e la vegetazione spontanea ha invaso vialetti e aiuole

Sono passati oltre cinque mesi dal sopralluogo di Polizia Municipale e Vigili del Fuoco presso l’immobile INPS all’angolo tra via Toselli e via Galliano. Da allora, nulla è cambiato: il giardino pubblico adiacente resta sbarrato, abbandonato e in condizioni sempre più critiche.

La chiusura, decisa a marzo per motivi di sicurezza a seguito della pericolosità dei ponteggi arrugginiti e instabili lasciati sull’edificio, sembrava una misura temporanea. Invece, l’estate è arrivata e il parco, che in questo periodo dovrebbe brulicare di bambini e famiglie, è ormai un simbolo di incuria urbana.

Un polmone verde trasformato in giungla

Oggi l’erba è alta più di mezzo metro, i giochi per bambini sono rovinati e arrugginiti, e la vegetazione spontanea ha invaso vialetti e aiuole. I tavoli da picnic sono nascosti tra rovi e rifiuti, mentre lo scivolo colorato, ormai scolorito e crepato, resiste sotto il sole cocente e le piogge di inizio estate. L’immagine che restituisce il giardino non è solo di abbandono, ma di lento deterioramento.

Promesse disattese

Nonostante le dichiarazioni di Palazzo Vecchio di voler intimare alla proprietà dell’edificio di mettere in sicurezza i ponteggi come richiesto dai Vigili del Fuoco, non si registrano lavori né interventi visibili. Il silenzio istituzionale pesa, mentre i residenti moltiplicano le segnalazioni.

“È assurdo che in cinque mesi non si sia mosso nulla – afferma un abitante del quartiere – questo giardino era uno dei pochi spazi di socialità per bambini e anziani. Ora è solo una ferita aperta.”

Quartiere in attesa, ma la pazienza è finita

Dal Quartiere 1 arriva un nuovo appello urgente all’Amministrazione e alla proprietà dell’immobile INPS: serve un’azione rapida e concreta, sia per la messa in sicurezza dell’edificio sia per restituire il parco alla comunità.

Nel frattempo, dietro la recinzione arrugginita, si intravede un’area che ogni giorno perde un pezzo di sé. E i cittadini si chiedono quanto ancora dovranno aspettare prima di rivedere quel giardino tornare a essere un luogo di incontro, gioco e respiro, invece che un monumento al degrado.

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