Nonostante ordinanze e sanzioni, il gioco delle tre carte continua a ingannare turisti nel pieno centro di Firenze

Chi vive o lavora nel centro di Firenze lo sa bene: il gioco delle tre carte non è mai sparito. Anzi, resiste. Invisibile per chi dovrebbe fermarlo, ma ben visibile a chi passa ogni giorno in piazza Duomo, via Calzaioli o intorno al mercato di San Lorenzo. I truffatori sono lì, in pieno giorno, in mezzo ai turisti. E il meccanismo è sempre lo stesso.

Un uomo mescola rapidamente tre carte su un cartone. Due complici fanno finta di vincere. Un passante si convince di poterci riuscire anche lui. Punta. Perde. I truffatori spariscono in un attimo. Quando la situazione si calma, tornano. È una truffa ciclica, organizzata, a tratti quasi rituale. Eppure siamo nel 2025.

Su Firenzedintorni.it ne abbiamo parlato più volte, documentando casi, raccogliendo testimonianze, raccontando l'esasperazione dei commercianti e l'incredulità dei visitatori. Ogni volta la stessa domanda: com’è possibile che questa truffa da quattro soldi sia ancora parte della quotidianità del centro storico fiorentino?

Le istituzioni non sono rimaste a guardare. A inizio anno, Palazzo Vecchio ha rinnovato il divieto per giochi d’azzardo di questo tipo su tutto il territorio comunale. L’ordinanza vieta non solo l’organizzazione, ma anche la partecipazione fittizia e la collaborazione in qualsiasi forma. Sanzione prevista: 400 euro.

La sindaca Sara Funaro ha promesso tolleranza zero, lodando il lavoro delle pattuglie della Municipale. E alcuni risultati sono arrivati: decine di sanzioni, denunce, sequestri. Ma il punto è che non basta. Perché il gioco continua, con disarmante regolarità.

Secondo Federconsumatori Toscana, il fenomeno potrebbe avere legami con ambienti criminali strutturati. Non sorprende: ci sono movimenti sincronizzati, ruoli precisi, e una capacità logistica che va oltre l’improvvisazione.

L’ex sindaco Nardella, lo scorso anno, aveva tentato un’azione esemplare fermando personalmente uno di questi “spettacoli”. Ma anche quel gesto – per quanto forte – non ha messo fine al problema.

Il fatto che nel 2025 ci siano ancora bande che truffano turisti con tre pezzi di cartone e due complici in scena è un paradosso che Firenze non può più ignorare. Non è solo una truffa: è un’offesa alla città, alla sua reputazione e a chi ogni giorno cerca di lavorare onestamente in mezzo a un turismo sempre più esposto a questo tipo di inganni.

Serve più controllo. Ma soprattutto serve la volontà concreta di chiudere il sipario su una truffa che va avanti da troppo tempo, sotto gli occhi di tutti.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies