I residenti dicono di aver segnalato più volte la presenza della baracca

Una baracca improvvisata, fatta di assi di legno, cartoni, pallet e teli di fortuna, giace da mesi in uno spazio laterale vicino al cantiere di Ponte al Pino, nel quartiere fiorentino di Campo di Marte. È ormai diventata parte del paesaggio, ma per i residenti è soprattutto il simbolo di un abbandono prolungato e inspiegabile.

La “capanna misteriosa”, come l’hanno ribattezzata gli abitanti della zona, si trova in una piccola area pavimentata, addossata a un muro di contenimento e circondata da vegetazione incolta. Attorno, resti di sedie rotte, secchi, materiali di risulta e oggetti accumulati nel tempo. Nessun cartello, nessuna recinzione, nessun intervento di rimozione. Eppure il cantiere lì accanto va avanti da settimane.

«È così almeno dall’estate – racconta una residente che abita nel palazzo di fronte – all’inizio pensavamo fosse qualcosa di temporaneo, legato ai lavori. Poi nessuno è più venuto a sistemare o togliere niente».

Secondo i cittadini, la struttura sarebbe stata utilizzata saltuariamente come riparo, ma da tempo appare abbandonata, lasciata al degrado e alle intemperie. «La sera fa anche paura – aggiunge un altro abitante della zona – non sai mai se c’è qualcuno dentro o se può diventare un rifugio improvvisato. Inoltre è piena di materiali infiammabili».

A preoccupare è anche l’aspetto igienico e la sicurezza. «Con la pioggia ristagna l’acqua, arrivano rifiuti, topi, insetti. È una situazione indecorosa, soprattutto in un quartiere già messo a dura prova dai cantieri», spiega una commerciante della zona.

I residenti dicono di aver segnalato più volte la presenza della baracca, senza però ottenere risposte concrete. «Non chiediamo miracoli – conclude un abitante – solo che venga chiarito di chi sia la responsabilità e che quest’area venga ripulita. Non è possibile che resti tutto così per mesi, nel silenzio generale».

La capanna resta lì, immobile, mentre attorno il quartiere cambia volto. Un piccolo ma evidente segno di incuria che, per chi vive a Ponte al Pino, meriterebbe finalmente attenzione.
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