Il dibattito sulla città si alimenta ogni giorno di nuovi protagonisti. Tutti dicono la propria, nessuno si impegna concretamente

E poi ci sono loro. Le “nobili famiglie fiorentine”. Del resto, di questi tempi, se non dici la tua e soprattutto se non spari un po’ di melma su Firenze, sull’amministrazione e su chiunque sia in qualche modo coinvolto nella gestione della città non sei nessuno. E allora dagli alla speculazione urbanistica, picchia sulla svendita ai grandi fondi d’investimento, mena sulla tramvia, sputa sullo stadio. In fondo, é tutto gratis. Non si spendono soldi (come si dice…se non sei un po’ tirchio é dura diventar ricco…) né si sprecano energie nel cercar soluzioni o idee alternative. 

In fondo, é un po’ quello che succede da sempre quando ci si avvia verso elezioni amministrative o regionali. L’opposizione (nel nostro caso il centrodestra) sbraita, urla, d’indigna ma di persone o tantomeno proposte all’altezza manco l’ombra. Non a caso, nonostante il lamentio di sottofondo non si plachi mai, sindaco dopo sindaco, governatore dopo governatore, i cittadini nei secoli dei secoli non hanno praticamente mai cambiato strada. Sbuffano, magari, ma al governo ci mandano il centrosinistra. 

Devo dir la verità. Non se ne può più di questo vomitare continuo contro Firenze. Una specie di sport di moda almeno quanto il padel e praticato in massa da queste parti, come per esempio a Milano. La domanda è: a chi giova, un atteggiamento di questo tipo? Ma soprattutto: oltre la critica (ovviamente legittima e in più di un caso pure condivisibile) cosa c’è? Perché li sta il punto. Non si vuole l’ennesimo studentato di lusso? Benissimo. Nessuno credo sia contrario all’ipotesi, invece, di investire su alloggi alla portata di tutti. Resta da capire chi paga perché il pubblico, é bene o sarebbe bene esser molto chiari su questo punto, da solo non può farcela. Sarebbe bello che il Comune o la Regione potessero mettere milioni o perché no miliardi di euro per sistemare o tirar su case da vendere o affittare a prezzi calmierati. Quella però, si chiama utopia. E difficilmente porta a qualcosa di concreto. Si può fare di più? Sicuramente si. Si potevano mettere argini e tenere un livello di attenzione (vedi cubo nero) piu alti? Come no. Ed è giusto sottolinearlo. 

Oltre a questo però, ci dev’essere la volontà di costruire. Troppo facile, distruggere e lì fermarsi. Le nobili famiglie fiorentine, per esempio, dov’erano e dove sono quando si é trattato o si tratta di acquistare aree finite poi (appunto) in mano ai cattivoni che poi deturpano Firenze? Pubblico, e privato. Soltanto così, si può pensare ad un futuro migliore del presente, e che però non cancelli o imbratti il passato. Servono fatti, oltre e dopo i discorsi. Altrimenti si fa come il centrodestra ad ogni tornata elettorale, o come molto spesso il centrosinistra a livello nazionale. Sì partecipa, si spendono tante parole e poi, alla fine, ci si accontenta di aver detto la propria. E pazienza se a vincere sono sempre gli altri…

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