A Firenze, i lavori di mitigazione del rischio idraulico in alcune zone del Lungarno Diaz sono finalmente giunti a compimento, ma insieme ai nuovi muretti sono nate polemiche che scorrono veloci quanto l'acqua del fiume. L'opera, pensata per proteggere la città dalle piene, ha introdotto nuovi camminamenti che però sembrano aver dimenticato un principio fondamentale: l'inclusività.
Il paradosso delle scale
Le immagini circolate sui social mostrano una realtà difficile da ignorare. Il nuovo camminamento sopraelevato, protetto da eleganti ringhiere in metallo, è interrotto da rampe di scale che lo rendono di fatto inaccessibile a chiunque si muova in sedia a rotelle o ai genitori con i passeggini. Un controsenso architettonico che ha scatenato l'ironia amara dei cittadini.
Le segnalazioni sui gruppi Facebook e i commenti su Instagram non si sono fatti attendere:
Un utente scrive: "Hanno speso mesi e soldi pubblici per creare un belvedere che esclude una parte della cittadinanza. È assurdo che nel 2026 si debbano ancora vedere errori di progettazione così grossolani."
Un'altra aggiunge: "Passavo di lì col passeggino stamattina. Sono dovuta scendere in strada, tra le auto, perché il marciapiede 'nuovo' finisce nel nulla. Una beffa."
Sicurezza a metà
Mentre il rischio idraulico viene mitigato, quello legato alla sicurezza stradale sembra aumentare. Se da un lato la città si dota di difese necessarie contro la forza della natura, dall'altro sembra alzare un muro — letterale e figurato — contro la libertà di movimento.
La domanda che molti residenti ora pongono all'amministrazione è semplice: è previsto un intervento correttivo o Lungarno Diaz resterà un simbolo di come la protezione di alcuni possa diventare l'esclusione di altri?
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