Dal 25 aprile al 1° maggio, la Mostra Internazionale dell’Artigianato riapre le porte alla Fortezza da Basso. Il presidente di CNA Firenze, Giacomo Cioni, ci racconta perché l’artigianato è ancora il cuore pulsante del nostro territorio

Firenze si prepara ad accogliere l’89ª edizione della Mostra Internazionale dell’Artigianato, uno degli appuntamenti più amati e attesi dell’anno. Un evento che non è solo esposizione, ma racconto vivo di mani, materiali e storie. In un’intervista esclusiva, Giacomo Cioni – presidente di CNA Firenze – ci guida alla scoperta del valore dell’artigianato oggi, tra tradizione, innovazione e una passione che non smette mai di evolversi.

Presidente, la Mostra è ormai un appuntamento storico, un vero fiore all’occhiello per Firenze. Qual è oggi il suo valore?
"Sì, la Mostra Internazionale dell’Artigianato è un’occasione eccezionale per riscoprire il meglio della produzione artigiana. Un appuntamento che permette a tutti i visitatori di entrare in contatto con opere e manufatti esposti dai nostri artigiani nei padiglioni della Fortezza. È una mostra-mercato, quindi ha anche un'importante funzione commerciale, ma soprattutto è un momento di conoscenza, in cui si rinnova il legame con le nostre tradizioni"

Negli ultimi anni sembra esserci stata una rinascita d’interesse verso l’artigianato, non solo fiorentino ma italiano. MIDA lo dimostra?
"Assolutamente. Il nostro compito è quello di valorizzare il territorio, ma senza dimenticare che l’artigianato è un patrimonio trasversale, presente in tutta Italia. Ogni regione ha le sue unicità che meritano visibilità. MIDA dà voce agli artigiani e permette loro di raccontare una tradizione spesso familiare, profondamente radicata nel tempo. È anche un’opportunità per spiegare – specialmente alle nuove generazioni – come si realizza un manufatto, cosa c’è dietro il “fatto a mano” su misura, in un’epoca in cui sembra esistere solo il prodotto industriale in serie."

Secondo lei è questa la chiave del successo della MIDA: innovare pur rimanendo legati alla tradizione?
"È proprio così. Restare al passo con i tempi è l’ingrediente fondamentale. Anche durante la pandemia, quando la mostra in presenza fu impossibile, gli organizzatori hanno realizzato una versione online con video nelle botteghe artigiane, rendendo virtuale l’intera esposizione. È stato un modo per tenere vivo l’interesse e continuare a raccontare l’artigianato. Perché se è vero che questo settore ha radici nel passato, è altrettanto vero che è protagonista del presente e del futuro: cerca materiali nuovi, sperimenta, si adatta. È una forma di produzione viva, che si innova riscoprendosi."

Parlando proprio di MIDA, quali sono le aspettative per questa 89ª edizione?

"Innanzitutto va detto che MIDA è frutto di un grande lavoro di squadra, portato avanti insieme a Confartigianato e agli organizzatori di Firenze Fiera, che meritano un ringraziamento speciale. Ogni anno si cerca l’eccellenza, non si fanno scelte di comodo “tanto per riempire gli spazi”. In Italia ho visto molte fiere in cui si punta solo a far cassa, perdendo di vista la qualità. Qui no: a Firenze si è intrapreso un percorso serio, di crescita e selezione. Per questo ci aspettiamo una mostra di grande livello, capace di emozionare chi attraverserà i padiglioni. Gli occhi stupiti dei visitatori saranno il miglior riconoscimento per i nostri artigiani – e anche il motore dell’economia dei territori."




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