Svuotati i pozzetti e rimosse le grate tra centro storico, stazione e San Jacopino. Melma e rifiuti speciali lasciati in strada

Non solo le ormai tristemente note spaccate, con i tombini usati come arieti per sfondare le vetrine dei negozi. A Firenze, da settimane, si sta affermando un altro fenomeno inquietante che contribuisce ad alimentare il clima di degrado e insicurezza: la sistematica manomissione dei tombini, soprattutto in centro storico, nella zona della stazione e nel quartiere di San Jacopino.

In numerosi episodi segnalati, le griglie in ghisa vengono divelte e il tombino viene svuotato del suo contenuto. Melma, detriti e materiali accumulati nelle condotte – rifiuti speciali che dovrebbero essere rimossi e smaltiti secondo procedure precise – vengono estratti e lasciati sulla strada o sui marciapiedi, con evidenti rischi igienico-sanitari.

Le grate rimosse vengono poi abbandonate sull’asfalto oppure, in alcuni casi, scaraventate contro vetrine e serrande di esercizi commerciali vicini. Un dettaglio che, sebbene non permetta di stabilire con certezza un collegamento diretto con i furti, contribuisce a rafforzare la percezione di un’azione deliberata e ripetuta, non di semplici atti isolati di vandalismo.

Il fenomeno è stato ampiamente documentato sui social network, dove circolano foto e video di tombini aperti, strade imbrattate di melma e grate lasciate incustodite. A raccogliere e rilanciare molte delle segnalazioni sono stati anche il Comitato Cittadini Attivi San Jacopino e il profilo social Il Mondo che Vorrei, che da tempo denunciano una situazione di crescente criticità in città.

Proprio sui social, dove l’attenzione sul caso è altissima, al presunto responsabile è già stato affibbiato un soprannome: “il Tombinaro”. Un nome che circola con sempre maggiore insistenza nei commenti e nei post, anche alla luce di alcuni video che mostrerebbero un uomo incappucciato mentre compie questi gesti. Resta però da chiarire se si tratti effettivamente della stessa persona o se dietro i vari episodi ci siano più soggetti.

Di certo c’è che Firenze si trova a fare i conti con l’ennesimo episodio di degrado urbano. Oltre al danno economico e ai costi di ripristino delle infrastrutture, il problema principale resta la sicurezza: un tombino aperto è una trappola potenzialmente letale per pedoni, ciclisti e automobilisti, soprattutto nelle ore notturne.

I residenti e i comitati di quartiere chiedono interventi rapidi e concreti: controlli più serrati nelle zone colpite, ripristini tempestivi e una risposta chiara da parte delle istituzioni. Perché il rischio, sempre più concreto, è che il “Tombinaro” diventi il simbolo di una città che fatica a difendere il proprio territorio da vandalismi e incuria.

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