Palazzo Vecchio interrompe il servizio di sharing. Si sceglie sempre la strada rapida e semplice, senza accorgersi di come sia inutile

Se c’è un problema, scansalo. Davanti ad un’emergenza (vera o presunta) reprimi, vieta, punisci. E’ questa, per esser molto pratici e sintetici, la “filosofia” di chi detiene il potere. E si badi bene. Parliamo di detenzione del potere non per caso, nè tantomeno perché ne condividiamo il significato. Anzi. Al contrario. Chi scrive è convinto che nessuno, e sottolineo nessuno, abbia o detenga il potere. Al massimo, e così veniamo al tema che mi interessa, il “potere” (peraltro parola che proprio non mi piace) si gestisce. Per un tempo e con poteri (appunto) molto ben definiti e limitati. 

Va di moda invece pensare che assumere una carica o ancor di più vincere un’elezione significhi poter/dover comandare. Su tutto, tutti, e possibilmente senza alcun limite o controllo. Ecco allora gli scontri con la magistratura, con la corte dei conti, con la stampa libera (quella che rimane) ecc ecc…Tutto, con uno scopo ben preciso: far quello che si vuole, come si vuole. E si badi bene: senza avere né peso morale, né capacità né struttura per governare sul serio. 

Lo spunto nasce da una delle ultime decisioni di Palazzo Vecchio: interrompere, dal 1 aprile ‘26, il sevizio dei monopattini in sharing. Motivo: decoro e sicurezza. Ora. E’ verissimo che questi mezzi (così come le biciclette) vengono usate e trattate malissimo, senza alcun rispetto né del mezzo né dei pedoni né delle regole (vedi casco) che starebbero e stanno alla base della convivenza civile. Ma la domanda è: la soluzione è interrompere il servizio? Davvero l’unico modo per risolvere una questione è eliminarla facendo venir meno, tra l’altro, un servizio di cui tanta gente perbene (che, al solito, sarà l’unica a rimetterci) usufruisce ogni giorno? 

Domande retoriche, che portano alla mente altre questioni: i cellulari (si vietano a scuola, non si educano i ragazzi ad usarli nel modo corretto), o l’immigrazione. Fenomeni contro cui si combatte come Don Chisciotte con i mulini a vento senza rendersi conto che nulla li potrà fermare e che chi ha in mano il potere (rieccoci) dovrebbe GOVERNARE e non, invano, tentare di reprimere. 

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