Doveva essere un nuovo inizio. Dopo l’incendio che mesi fa aveva coinvolto il campo rom lungo il Parco del Mensola, lo sgombero era stato presentato come una svolta necessaria per restituire sicurezza, decoro e vivibilità a una delle aree verdi più frequentate della città. Oggi, però, la realtà è ben diversa: il campo non c’è più, ma il degrado è rimasto.
Le immagini scattate in questi giorni mostrano una situazione desolante. Cumuli di rifiuti di ogni genere – plastica, materassi, vestiti, elettrodomestici, resti di baracche – disseminati tra gli alberi e lungo i sentieri. Recinzioni divelte, teli strappati, fango e tracce evidenti di insediamenti improvvisati. In mezzo alla vegetazione spuntano carcasse di veicoli abbandonati e materiali bruciati, segni ancora visibili dell’incendio che aveva reso necessario l’intervento delle autorità.
«Hanno portato via le persone, ma hanno lasciato tutto il resto», racconta un residente della zona che frequenta il parco ogni giorno per portare a passeggio il cane. «Da allora nessuna vera bonifica, nessuna pulizia seria. È come se lo sgombero fosse stato solo una mossa di facciata».
Un’opinione condivisa da molti abitanti dei quartieri limitrofi. «Ci avevano promesso che l’area sarebbe stata ripulita e messa in sicurezza», spiega una donna che vive poco distante. «Invece oggi è persino peggio: rifiuti ovunque, sentieri impraticabili, topi e odori fortissimi. Non ci sentiamo tranquilli a passare di qui, soprattutto la sera».
Il Parco del Mensola, da sempre considerato un polmone verde fondamentale per Firenze, è oggi percepito come una zona di nessuno. Alcuni tratti sono transennati, ma le barriere appaiono insufficienti o danneggiate. In altri punti l’accesso è libero e il degrado è sotto gli occhi di chiunque: famiglie, sportivi, studenti, anziani.
«È un parco pubblico, non una discarica», denuncia un altro residente. «Qui dovrebbero giocare i bambini, non trovare resti di incendi e rifiuti speciali. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni».
La sensazione diffusa è quella di uno sgombero incompleto, privo di un vero progetto di recupero ambientale e sociale. Senza una bonifica profonda, senza controlli costanti e senza una visione di lungo periodo, l’area rischia di diventare nuovamente terreno fertile per nuovi insediamenti abusivi o per un degrado ancora più marcato.
I cittadini chiedono risposte chiare e interventi concreti: pulizia, messa in sicurezza, controlli e soprattutto trasparenza sui tempi e sulle responsabilità. Perché il Parco del Mensola non può restare il simbolo di un’emergenza affrontata solo a metà.
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