Attorno alla candidatura di Giani il Pd e la sua segretaria stanno giocando una partita rischiosissima. E Tomasi spera…

“Andiamo avanti così, facciamoci del male”. Chissà se Nanni Moretti e la sua idea di sinistra sia e fosse abbastanza di sinistra per Elly Schlein. Di certo, quella memorabile imprecazione, può esser presa a manifesto di quello che sta accadendo in questi giorni tra Roma, Firenze, la segreteria nazionale e quella regionale del Pd. Un teatrino dell’assurdo che, se solo da queste parti esistesse qualcuno degno di chiamarsi opposizione, metterebbe a serissimo rischio anche uno degli ultimi feudi “rossi” d’Italia. 


Qualcuno potrebbe sorprendersi del comportamento di Schlein. Perché se nasci, cresci e diventi “grande” urlando contro Renzi e contro il suo aver fatto piazza pulita (ma dove, poi?) della fu “ditta” sei come minimo tacciabile di scarsa coerenza se, una volta arrivata alla guida, ti comporti esattamente allo stesso modo. Anzi. Probabilmente peggio. Non si ricordano infatti ingressi così a gamba tesa dell’ex rottamatore nelle partite locali. Di certo mai, a Roma, avevano voluto decidere sulle candidature per la guida della Toscana. 


Eppure, a ben guardare, Elly Schlein faceva parte di quel movimento (“Occupy Pd”) col quale i giovanissimi di sinistra volevano ribaltare e rilanciare il partito. Ecco. Una decina abbondante di anni dopo, la segretaria nazionale sta trasformando il nome in fatti. Raramente infatti si era vista tanta famelica voracità nel voler imporre propri uomini/donne (poche, in realtà) in tutte le caselle possibili e immaginabili. E così, eccoci alle prossime elezioni regionali, alla voglia di liquidare Giani anche a costo di scontentare tutti i territori o quasi pur di piazzare un candidato più in linea con Roma. 


Certo, Schlein è libera di agire come vuole, e per sua fortuna il centrodestra traccheggia. Occhio però, perché Tomasi è il Sindaco più apprezzato in Toscana (così dicono gli ultimi sondaggi) e tutto questo caos, unito a quanto successo a Prato (ha intenzione di intervenire, la tanto attiva segretaria?) sta come minimo riaprendo la partita. E se è vero che chi guida la macchina ha pieno diritto a decidere che strada prendere sarebbe altrettanto inevitabile, in caso di clamorosa e storica sconfitta, parcheggiarla, quell’auto, e lasciare il volante a qualcun altro. 

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