Prato, Modena. E poi ancora i tanti casi di violenze, furti, furtarelli o spaccate che quasi ogni giorno riempiono le cronache. A Firenze, e in tutta Italia. Spesso, con un comun denominatore: i ragazzi ITALIANI (e lo scriviamo in maiuscolo perché sia ben chiaro) di seconda generazione. Si tratta di una delle mille facce della stessa medaglia: l’immigrazione. Un fenomeno da gestire e governare, non un’emergenza da contrastare.
Tutto questo accade mentre in altri ambiti, vedi lo sport, gli stessi ragazzi nati in Italia da genitori ci fanno esultare, godere, emozionare, stupore. Questo giusto per ribadire e sottolineare un aspetto che dovrebbe esser semplice (mi verrebbe da dire scontato) e che invece non trova grande…cittadinanza nell’opinione pubblica e, soprattutto, nella politica: questi ragazzi possono e devono essere una risorsa. E invece, e così torniamo al punto di partenza, vengono visti quasi sempre come un problema.
Sia chiaro. Il tema esiste e sarebbe sciocco trascurarlo. Il guaio però è come lo si affronta. Perché se la soluzione è quella (facile, grezza) della Lega e/o di Vannacci allora state sicuri che nei prossimi anni il fenomeno si trasformerà in una vera e propria bomba sociale. E basta pensare a quanto succede nelle banlieue francesi per capire di cosa stiamo parlando. “Basta cittadinanza o permesso di soggiorno facili”, gridano i sovranisti. Ora, detto che certe espressioni si giudicano da sole (il ragazzo di Modena non aveva alcun permesso di soggiorno essendo italiano), bisognerebbe spiegare a certi personaggi che l’emarginazione, il rifiuto, la ghettizzazione, non sono la soluzione ma, al contrario, l’innesco del disagio.
La strada insomma dovrebbe esattamente quella opposta: più integrazione. Non meno. Certo. Richiede impegno e fatica, studio e idee nuove. Tutto quello, per esser chiari, che una politica matura dovrebbe saper fare. E invece qua non si aspetta altro che il prossimo fatto di cronaca per dare addosso al colpevole di turno, senza rendersi conto che la storia non si ferma, l’umanità nemmeno, e prima o poi presenterà il suo conto.
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