Il Comune prosegue con le misure di contenimento, ma i residenti pretendono risposte

Il cantiere per il restyling dello Stadio Artemio Franchi continua a far discutere, ma stavolta a parlare sono soprattutto i cittadini del quartiere Campo di Marte. Le operazioni di sabbiatura, con la conseguente dispersione di polveri, stanno generando una crescente preoccupazione tra chi vive e frequenta la zona ogni giorno.

Se da Palazzo Vecchio arrivano rassicurazioni — l’assessore Jacopo Vicini ha ribadito che non ci sarebbero rischi per la sicurezza — tra i residenti il clima è tutt’altro che tranquillo.

“Abito qui da vent’anni e una situazione del genere non l’avevo mai vista,” racconta Paola, madre di due bambini piccoli. “Quando c’è vento si vede proprio la polvere alzarsi. Io evito di portarli ai giardini, e questo non è normale.”

C’è chi punta il dito contro la gestione del cantiere: “Capisco l’importanza dei lavori, ma servono più tutele,” dice Marco, pensionato. “Le misure come la nebulizzazione vanno bene, ma non sembrano sufficienti nei giorni peggiori.”

Non tutti, però, sono contrari ai lavori. Alcuni residenti invitano a mantenere un certo equilibrio. “È un intervento necessario per la città,” osserva Giulia, giovane professionista. “Qualche disagio è inevitabile, purché sia temporaneo e controllato.”

Altri sottolineano la mancanza di comunicazione chiara. “Il problema è che non sappiamo davvero cosa respiriamo,” afferma Lorenzo, che vive vicino allo stadio. “Le istituzioni parlano di monitoraggi, ma i dati non sono accessibili o spiegati bene.”

Sulla stessa linea anche chi vive quotidianamente gli spazi pubblici: “Porto il cane ai giardini ogni giorno,” dice Elena. “Negli ultimi tempi noto più polvere sulle panchine e sui vialetti. Non è allarmismo, ma un dato di fatto.”

C’è poi una componente più critica verso le rassicurazioni ufficiali, in linea con quanto denunciato dal consigliere Francesco Grazzini. “Dire che va tutto bene non basta,” commenta Silvia, insegnante. “Servono dati trasparenti e magari controlli indipendenti.”

Alcuni residenti chiedono interventi più concreti e immediati: “Perché non installare barriere più efficaci o coperture temporanee?” propone Davide, architetto. “Siamo nel 2026, le soluzioni tecniche esistono.”

Non manca chi guarda anche all’impatto economico: “Io ho un piccolo negozio qui vicino,” spiega Roberto. “Quando l’aria è piena di polvere la gente si ferma meno, entra meno. È un danno anche per noi.”

C’è poi chi lamenta disagi quotidiani più pratici: “Devo pulire il balcone molto più spesso,” racconta Anna. “Sembra una cosa banale, ma alla lunga pesa.”

Infine, c’è chi prova a mediare tra le posizioni: “Serve più dialogo con i cittadini,” dice Chiara, residente. “Non si può bloccare un progetto così importante, ma nemmeno ignorare quello che stiamo vivendo.”

Intanto il Comune prosegue con le misure di contenimento e valuta ulteriori interventi, mentre il dibattito resta aperto tra esigenze di riqualificazione urbana e tutela della qualità della vita. A Campo di Marte, però, la sensazione diffusa è che la questione sia tutt’altro che risolta.

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