Treni dimezzati, tempi di percorrenza più lunghi, navette, deviazioni e traffico. I lavori di sostituzione del ponte entrano nel vivo, mentre la città cerca di limitare i disagi

C'è chi lo aveva segnato sul calendario da mesi e chi, invece, lunedì mattina si è ritrovato davanti a una realtà che sembrava uscita direttamente dalla Divina Commedia. Per molti pendolari, il maxi cantiere di Ponte al Pino ha trasformato il consueto viaggio verso Firenze in un percorso a ostacoli, una sorta di moderno Inferno dantesco fatto di coincidenze, autobus sostitutivi, deviazioni e tempi di percorrenza che si allungano.

Il cuore dell'intervento è l'imponente sostituzione del ponte ferroviario, un'opera strategica che richiede la sospensione della circolazione tra Firenze Campo di Marte e Santa Maria Novella. A dominare il cantiere è una gigantesca gru da 1.600 tonnellate, arrivata appositamente per sollevare e rimuovere le pesanti sezioni della struttura metallica costruita oltre un secolo fa. Un'operazione spettacolare quanto complessa, destinata a cambiare il volto di uno dei nodi ferroviari più delicati della città.

Se Dante immaginava il proprio Inferno scandito da cerchi sempre più difficili da attraversare, i pendolari hanno affrontato un percorso fatto di fermate obbligate e cambi di mezzo. Chi arriva a Campo di Marte con i treni regionali deve proseguire con gli autobus dedicati fino alle fermate della tramvia, per poi raggiungere Santa Maria Novella. Per l'Alta Velocità, invece, sono stati predisposti bus navetta che collegano direttamente le due stazioni, accompagnati dalla Polizia Municipale per velocizzare gli spostamenti.

La riduzione del traffico ferroviario è significativa. Circa la metà dei treni previsti è stata soppressa o deviata, con numerosi convogli instradati lungo la linea Tirrenica. Una scelta necessaria per garantire la continuità del servizio, ma che comporta inevitabilmente tempi di viaggio più lunghi, in alcuni casi anche di oltre due ore rispetto alla normale percorrenza.

L'impatto non riguarda soltanto i binari. Per consentire il transito delle navette sono state introdotte modifiche anche alla viabilità cittadina, con limitazioni nelle aree attorno alla stazione di Campo di Marte e nelle strade interessate dal passaggio dei pullman. Una situazione che, soprattutto nelle prime ore della mattina, ha rallentato il traffico in una zona già particolarmente congestionata.

Nonostante tutto, il primo bilancio viene definito positivo dalle istituzioni. Grazie anche al ricorso allo smart working da parte di molti enti pubblici e di numerose aziende private, le criticità sono rimaste inferiori rispetto alle previsioni. Il sistema delle navette e della tramvia ha consentito di assorbire buona parte dei flussi di viaggiatori, evitando il temuto collasso della mobilità cittadina.

Nel frattempo, all'interno del cantiere, il lavoro procede senza sosta. Dopo il taglio della vecchia struttura in grandi sezioni, le operazioni proseguiranno con la rimozione completa del ponte esistente e con la preparazione delle basi che ospiteranno il nuovo impalcato. Un cronoprogramma serrato che prevede una seconda finestra di interruzione della circolazione a fine luglio, prima dell'ultima fase prevista a settembre.

Il traguardo è già fissato: restituire alla città un ponte completamente nuovo in tempo per la riapertura delle scuole. Fino ad allora, però, il viaggio quotidiano dei pendolari continuerà a ricordare, almeno per qualche giorno ancora, quel celebre verso della Commedia: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate". Con una differenza sostanziale: in questo caso, alla fine del percorso, non c'è l'Inferno, ma un'infrastruttura destinata a migliorare la mobilità ferroviaria di Firenze per i prossimi decenni.

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