C’è un luogo a Firenze che, più di altri, racchiude la magia della tradizione popolare e l’incanto della superstizione turistica: la Fontana del Porcellino, sotto la Loggia del Mercato Nuovo. Qui, ogni giorno, migliaia di visitatori si fermano per accarezzare il muso lucido del cinghiale di bronzo e lanciare una monetina, affidando al caso la speranza di un ritorno in città. Un rito antico, un gesto di buon auspicio che negli anni è diventato parte dell’identità fiorentina. Ma soprattutto, un atto che non ha solo valore simbolico: le monete raccolte servono a sostenere l’Opera della Madonnina del Grappa, storica realtà benefica che da sempre aiuta i bambini in difficoltà.
Eppure, questo piccolo miracolo di tradizione e solidarietà è da tempo sotto assedio. Accanto al Porcellino, giorno e notte, ci sono individui che non esitano ad appropriarsi delle monete lasciate dai turisti. Li si vede chini sulla grata, pronti a infilare mani, pinze, calamite o qualsiasi arnese utile per tirare fuori gli spiccioli. Lo spettacolo è indegno, e ciò che dovrebbe essere un simbolo di fortuna e generosità si trasforma in un triste teatrino di furbizia e degrado.
Residenti e commercianti della zona lo denunciano da anni. “Passo di qui ogni giorno e vedo sempre le stesse persone che frugano nella fontana” – racconta un abitante –. “È una vergogna, perché quei soldi sono destinati a chi ne ha davvero bisogno, non a chi vive di espedienti sotto gli occhi di tutti.” A condividere questa frustrazione sono anche i turisti, che spesso assistono attoniti alla scena subito dopo aver lanciato la loro monetina. Non c’è nulla di più svilente che vedere un gesto di fiducia trasformarsi in un furto banale.
E non si tratta di episodi isolati. Negli ultimi anni più volte le cronache hanno raccontato di persone sorprese in flagranza dalla polizia. Interventi ce ne sono stati, denunce anche, ma il problema non è mai stato risolto. Al contrario, col passare del tempo si è trasformato in un’abitudine consolidata, tanto che i social sono pieni di video che immortalano la scena: qualcuno accarezza il muso del Porcellino, getta la moneta e, neanche il tempo di girarsi, ecco una mano che già la raccoglie dal fondo della vasca. Immagini che fanno il giro del web e che danno di Firenze un volto ben diverso da quello che la città merita.
Questo spettacolo quotidiano non colpisce solo l’occhio del turista, ma intacca profondamente l’immagine stessa di Firenze. Una città che si presenta al mondo come capitale d’arte, di civiltà e di ospitalità non può permettersi di tollerare una simile scena di degrado. Qui non si parla soltanto di monetine rubate, ma di un gesto tradito: quello dei visitatori che affidano un pensiero a un simbolo secolare e di un’opera di beneficenza privata del suo sostegno.
È per questo che l’appello al Comune non può più essere rimandato. Servono controlli più frequenti, soprattutto nelle ore serali e notturne. Serve una presenza più costante della polizia municipale in piazza del Mercato Nuovo. Serve un’azione decisa per restituire dignità a un luogo che dovrebbe raccontare il lato migliore della città.
Perché in gioco non ci sono soltanto pochi euro sottratti con destrezza, ma l’immagine di una Firenze che agli occhi del mondo rischia di apparire complice della propria incuria.
Il Porcellino merita rispetto. I turisti meritano rispetto. E soprattutto lo meritano i bambini e le famiglie che da quelle monetine ricevono un aiuto concreto.
Il furto delle monete della Fontana del Porcellino non è un episodio folkloristico, ma un vero e proprio scandalo civico. Firenze deve dirlo chiaramente: basta.
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