Premessa: sono tutti innocenti, almeno per quanto mi riguarda, fino a prova contraria. Lo dico perché in questo Paese si fa presto (molto presto) a passare dal garantismo più fermo al giustizialismo da forca. Quando si parla di Milano e della vicenda San Siro insomma, è giusto mantenere grande equilibrio e aspettare che la giustizia (in tutti i suoi gradi) faccia il suo corso. Certo, qualche valutazione si può fare. Soprattutto, si può prendere quella storia da esempio per tornare a occuparci di Firenze e di tutto quello che ha o ha avuto a che fare con lo stadio.
Il punto è “semplice”: in Italia, ed è questo il vero nodo della questione, ci sono regole ben precise che servono prima di tutto a evitare (o almeno dovrebbero) speculazioni, reati, scorrettezze di vario tipo che possono portare anche (vi dicono qualcosa le parole Esselunga o Via Mariti?) alle più tragiche delle conseguenze. Certo. Si potrebbe e/o dovrebbe muoversi affinché queste regole mantengano la stessa rigidità agevolando però chi dimostra di voler operare con correttezza. Mica semplice, si dirà. Vero. Ma infondo, questioni complesse, non possono avere soluzioni rapide. E pazienza se qualcuno pensa il contrario. Qualcosa però viene rapidamente in mente: penso ad assurdi vincoli della sovrintendenza sui quali si, ci sarebbe molto da fare/ridire. Detto questo insomma, e pur capendo i disagi o le lamentele di imprenditori (vedi famiglia Commisso) che si trovano davanti a mille orari che quando vogliono investire, rivendico con orgoglio il sistema italiano rispetto al “bomba libera tutti”.
E così veniamo alla nostra lunga storia del Franchi. Alle lungaggini per garantire cantieri sicuri o, per andare un po più indietro, all’ipotesi Campi o all’area Mercafir. Cosa sarebbe successo se si fosse dato il via libera alla costruzione dello stadio nel Comune allora gestito da Emiliano Fossi? Cosa sarebbe successo al primo allagamento? E cosa sarebbe accaduto se Dario Nardella invece che far stabilire un prezzo all’area del mercato avesse agevolato/fatto sconti alla Fiorentina o se avesse fatto in modo di portare il terreno “in dono” i terreni ai Commisso? Guardate a Milano, e avrete la risposta.
Morale: tutta questa novella si doveva e poteva sicuramente gestire meglio ma le istituzioni a volte (e lo fanno troppo poco) hanno l’onere di prendere decisioni impopolari. Ne ricevono in cambio uova, pomodori e insulti ma alla lunga, anche se nessuno magari glielo riconoscerà mai, grazie a quelle prese di posizione si evitano guai (o tragedie) ben più seri
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