All’incrocio tra via Jacopo da Diacceto e via Luigi Alamanni, a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella, si ripete ogni giorno la stessa scena: una coda di auto che, negli orari di punta, può estendersi per decine o addirittura centinaia di metri. Il motivo? Un semaforo che concede un verde di cinque secondi — secondo gli automobilisti — contro un rosso che può durare diversi minuti, anche quando non transitano né auto né tram.
Un’anomalia che lascia perplessi molti fiorentini, soprattutto tra coloro che hanno necessità frequente di raggiungere lo scalo ferroviario per lavoro o per accompagnare pendolari e viaggiatori. “Il verde dura talmente poco che spesso passano due o tre macchine, non di più” racconta un automobilista fermo in coda alle otto del mattino. “Non capisco quale sia la logica: anche quando la linea del tram è libera, restiamo qui immobili. È frustrante”.
Le ipotesi: priorità al tram o errore di sincronizzazione?
L’impianto semaforico in questione fa parte del sistema integrato che regola la viabilità nell’area ad alta densità di transito di Santa Maria Novella, dove circolano auto, pedoni e le linee del tram. Secondo alcuni residenti, i tempi “sproporzionati” del rosso potrebbero essere dovuti alla necessità di garantire precedenza ai convogli della tramvia, in particolare nelle fasi di arrivo e partenza verso il capolinea di Alamanni–Stazione.
Ma non tutti credono che la spiegazione sia così semplice. “Capisco la priorità al tram, ma qui a volte non passa nulla per decine di secondi e il semaforo resta rosso lo stesso”, osserva una commerciante della zona. “Forse c’è un problema di sincronizzazione, o il sistema non rileva correttamente i flussi. Così però si crea solo caos”.
Residenti divisi: tra chi difende l’impianto e chi chiede un intervento
La discussione non è univoca: se molti lamentano disagi, alcuni residenti invitano a guardare la situazione da un’altra prospettiva.
“Preferisco un semaforo rigoroso ma sicuro” sostiene un abitante di via Alamanni. “Prima dell’attuale impianto, qui c’erano attraversamenti azzardati e auto che passavano troppo veloci. Oggi, almeno, pedoni e tram hanno la precedenza reale”.
C’è poi chi ricorda che la zona è soggetta a flussi complessi, con treni, taxi, bus turistici, tram, biciclette e pedoni che si intersecano continuamente. “Coordinare tutto non è semplice. Magari l’apparente lentezza di una fase serve a evitare ingorghi peggiori più avanti”, spiega un altro residente.
Nonostante ciò, il malumore cresce, e molti chiedono una revisione dei tempi semaforici o, almeno, una spiegazione ufficiale. Alcuni segnalano che l’impianto di via Jacopo da Diacceto non è l’unico a funzionare con logiche difficili da comprendere.
In attesa di risposte
Al momento non risultano comunicazioni del Comune su possibili modifiche o verifiche al sistema semaforico dell'area. Tuttavia, le segnalazioni dei cittadini potrebbero portare a un controllo tecnico dell’impianto, soprattutto in vista dell’aumento dei flussi turistici nei mesi primaverili ed estivi.
Nel frattempo, la domanda rimane aperta: quel semaforo funziona davvero nel modo più efficace possibile per una delle zone più trafficate e delicate della città?
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