Sono passati solo pochi giorni dal rifacimento delle strisce pedonali tra via della Torretta e viale De Amicis, ma la scena che si presenta oggi è fin troppo simile a quella che avevamo documentato nel nostro precedente articolo: la vernice è già tornata a sollevarsi, screpolarsi e staccarsi dall’asfalto.
Il ripristino era avvenuto poco dopo la nostra segnalazione – senza che questo significhi attribuirci direttamente il merito dell’intervento - ma la coincidenza temporale aveva fatto sperare molti residenti in una soluzione definitiva. Una speranza che, tuttavia, è durata pochissimo.
A qualche giorno dal nuovo passaggio dei tecnici, infatti, le strisce mostrano già crepe, bolle e lembi pronti a staccarsi, riproponendo lo stesso problema denunciato la prima volta.
«È scoraggiante - racconta una residente -. Hanno rifatto tutto e dopo qualche giorno è già come prima. Ci chiediamo che senso abbia intervenire se poi il risultato non dura neanche una settimana».
È vero: si tratta di un problema minore se confrontato con i cantieri infiniti che da mesi assediano la città, da via Lungo l’Affrico ad altre zone messe a dura prova da lavori prolungati. Tuttavia, il punto è proprio questo: se nemmeno gli interventi più semplici vengono eseguiti con cura, come si può pretendere fiducia nei cantieri più complessi e costosi?
La qualità percepita passa anche da questi dettagli: strisce pedonali che dovrebbero garantire sicurezza e decoro urbano, e che invece si sbriciolano dopo pochi giorni, trasmettono un’immagine di approssimazione difficile da ignorare.
Il timore dei residenti è che il problema sia strutturale: materiali non idonei, superficie stradale non preparata correttamente o tecniche applicate in modo frettoloso. Qualunque sia la causa, il risultato non cambia: due interventi, stesso esito negativo.
Nel frattempo, i pedoni continuano ad attraversare tra residui di vernice e tratti sdrucciolevoli, mentre la domanda rimane sospesa: quanto durerà questa volta?
Noi di Firenzedintorni.it continueremo a monitorare la situazione, perché anche le piccole cose - quando fatte male - finiscono per raccontare molto della qualità di ciò che dovrebbe essere fatto in grande.
Condividi
Attiva i cookies













