Andrea Orlandini

Giocare nella squadra della propria città, quella per la quale si fa il tifo, è il sogno di ogni bambino. Andrea Orlandini corona il suo sogno di bambino a ventitre anni. E' Nils Liedholm a farlo debuttare come titolare con la Fiorentina nella prima partita ufficiale della stagione a Livorno nel girone eliminatorio di Coppa Italia il 29 agosto 1971 quando i viola vincono 3-0. Non esce più di squadra. Disputa tutte e quattro le gare di Coppa Italia. E debutta in campionato alla prima giornata il 3 ottobre con il Napoli al Comunale con la maglia numero quattro. E' il suo primo incontro in serie A. Dopo dieci minuti porta in vantaggio i viola. E' una gioia immensa perchè il suo primo gol lo segna a Dino Zoff, uno dei portieri della Nazionale insieme all'ex viola Enrico Albertosi. Quel giorno la Fiorentina vince 2-1. E "birillo", questo il soprannome di Andrea dovuto alla sua magrezza, diventa titolare inamovibile. In quel campionato salta solo una partita. Anche nel torneo successivo va in gol alla prima giornata. Il 24 settembre 1972 segna a Marassi contro la Sampdoria la rete che regala alla Fiorentina la vittoria (1-0).

In quel campionato realizza anche il gol del definitivo 2-1 al Comunale alla Roma alla vigilia di Natale, il 24 dicembre. 
Per Andrea sono momenti di grandissima soddisfazione dopo anni di sacrifici. Arriva, infatti, in prima squadra dopo la trafila nelle giovanili gigliate e la gavetta in serie B con la Reggiana e in serie C con la Sambenedettese e il Prato. È un centrocampista che corre molto. Un motorino instancabile. Controlla per lo più il giocatore dotato di maggior tecnica della squadra avversaria, il numero dieci di solito. "Birillo" è un mediano instancabile che in campo si muove con molto raziocinio. Tutti gli allenatori vorrebbero avere uno come lui che si impegna sempre e non molla mai. I tifosi viola gli vogliono bene. Non ha la tecnica dei suoi compagni Antognoni e Merlo ma in campo dà sempre tutto e non si tira mai indietro. 

Orlandini nelle sue due prime stagioni disputa anche le due finali giocate dalla Fiorentina, purtroppo perse entrambe. Con il Celik Zenika in Mitropa Cup (pareggio per 0-0 nell'andata al Comunale e sconfitta per 1-0 nel ritorno) e con il Newcastle per 2-1 a Firenze nel torneo anglo-italiano. 

Nell'estate del 1973, viene ceduto al Napoli dove resta quattro anni. 
Poi ritorna nella sua città nella stagione 1977/78 e non va più via.

Nel campionato del suo ritorno a Firenze, con Mazzone in panchina, la Fiorentina ottiene la prima vittoria in campionato soltanto alla nona giornata il 27 novembre 1977 a Bologna contro i rossublu di Pesaola, il tecnico del secondo scudetto viola. In uno stadio in cui gli spalti sono ricoperti in gran parte dalla neve (in condizioni analoghe oggi giustamente non si gioca per tutelare gli spettatori) è Andrea a firmare il gol del successo a tre minuti dal novantesimo di testa su assist di Antognoni. È questo il suo ultimo gol in campionato con la maglia gigliata. 

Il ragazzo di San Frediano (è questo il quartiere dove è nato) gioca in maglia viola fino alla stagione 1981/82 quando la Fiorentina va vicino alla conquista del suo terzo scudetto. Il 9 maggio 1982 al Comunale, alla penultima giornata, disputa la sua ultima partita, entrando in campo a sedici minuti dalla fine. In panchina c'è Giancarlo De Sisti, compagno di squadra di Andrea nei suoi primi due anni alla Fiorentina. Quel giorno la squadra viola batte l'Udinese 3-0 e aggancia la Juve in testa alla classifica prima che il sogno scudetto svanisca la settimana successiva. 

Concluso il campionato a tr
entaquattro anni Orlandini (è nato a Firenze il 6 febbraio 1948) chiude la sua brillante carriera di calciatore dopo aver giocato tra l'altro per sette stagioni con la Fiorentina 195 partite e segnato 5 reti. 
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