Un capitano vero. Un uomo vero. Uno che ci ha messo sempre la faccia in tutte le situazioni. Non si è mai tirato indietro anche se spesso è stato criticato dai tifosi viola. A me Cristiano Biraghi è sempre piaciuto come tutti i giocatori che giocano con il cuore e che escono dal campo con la maglia sudata. Sicuramente ha sbagliato delle partite come capita a chiunque ma nei suoi confronti molti erano prevenuti. Mi è dispiaciuto quando è stato messo in disparte l'anno scorso da Palladino prima della cessione a febbraio. Il tutto dopo essersi sacrificato all'inizio della stagione quando l'attuale allenatore dell'Atalanta, per mancanza di alternative, lo ha schierato anche come terzo a sinistra nella difesa a tre o come centrale in quella a quattro. Non esattamente i suoi ruoli visto che ha sempre giocato sulla fascia come terzino o come quinto. Eppure in quel periodo Biraghi è determinante con le sue reti. Segna quella del definitivo 1-1 su punizione al Tardini contro il Parma alla prima di campionato il 17 agosto. E dodici giorni dopo trasforma il rigore decisivo (il quinto) a Felcsut contro la Puskas Akademy nella gara di ritorno dei playoff per accedere alla fase a gironi di Conference.
Con l'arrivo di Gosens le sue presenze si diradano. In campionato gioca l'ultima volta a Torino con il Toro il 3 novembre dell'anno scorso nel match vinto dalla Fiorentina per 1-0. Subentra a Kean all'85'. La sua ultima partita in maglia viola la disputa al Franchi il 28 novembre contro il Pafos (successo dei gigliati per 3-2) in Conference. Va in campo al posto di Sottil al 69'. Da quel momento non gioca più e negli ultimi tempi non viene neanche convocato. Ai primi di febbraio viene ceduto al Torino.
Cristiano arriva a Firenze quando ha quasi 25 anni (è nato a Cernusco sul Naviglio il primo settembre 1992) in prestito dal Pescara ad agosto del 2017 nella prima stagione di Stefano Pioli sulla panchina viola. Ed esordisce in campionato alla seconda giornata al Franchi il 27 agosto nel match con la Sampdoria perso per 2-1. Diventa presto titolare come terzino sinistro nella difesa a quattro. Biro, questo il suo soprannome, segna il suo primo gol con la maglia gigliata a Firenze con il Chievo nel match del 25 febbraio 2018 vinto dalla Fiorentina per 1-0. Lo ricordo benissimo quel gol realizzato con un tiro dal limite dell'area nella porta sotto la curva Ferrovia. L'assist glielo fornisce Astori. Al solo pensiero mi monta una grande tristezza. Quella purtroppo, infatti, è l'ultima partita di Davide.
Dopo due stagioni a Firenze Cristiano nell'estate del 2019 va in prestito all'Inter, il club nel quale è cresciuto. Ma dopo un anno torna alla Fiorentina.
E nel 2021/22, con l'arrivo di Vincenzo Italiano sulla panchina viola, diventa capitano. In quel campionato realizza tra l'altro una doppietta al Genoa al Franchi il 17 gennaio 2022. Quella gelida sera, davanti ad appena cinquemila spettatori per le limitazioni imposte dal governo per la recrudescenza del covid, la Fiorentina vince 6-0. E Biro segna entrambi i gol su punizione, una delle sue specialità.
Biraghi, con il passare degli anni, è sempre più integrato con Firenze. Nel novembre di due anni fa, nel 2023, il giorno dopo la sconfitta con la Juve al Franchi, senza tanta pubblicità invece di gustarsi il riposo concesso da Italiano alla squadra, va a Campi Bisenzio a dare una mano alla popolazione colpita dall'alluvione. È un cittadino a riconoscerlo e a postare la foto del capitano viola con pala e stivaloni su instagram.
Il grande rammarico di Biraghi come di tutti i tifosi della Fiorentina è quello di non essere riuscito a conquistare un trofeo. Quelle tre finali perse in due anni bruciano ancora. Le sue lacrime davanti alla curva viola al termine delle partite dicono più di mille parole.
Cristiano disputa 266 partite con la Fiorentina in sei stagioni e mezzo, segnando 15 reti. 16 partite le disputa, invece, in Nazionale, 14 delle quali da giocatore della Fiorentina. Il suo debutto, con Roberto Mancini in panchina, avviene quando veste la maglia viola a Bologna in Nations League nell'incontro con la Polonia terminato 1-1. Nel ritorno a Chorzow il 14 ottobre segna il suo unico gol in maglia azzurra. È il gol che regala il successo all'Italia che vince 1-0.
Cristiano è ancora amato dai tifosi gigliati. È bello quello che succede pochi mesi fa, il 31 agosto, allo stadio Olimpico Grande Torino. La partita tra Torino e Fiorentina è finita da alcuni minuti (0-0) e Biro va a salutare la curva viola, ricevendo gli applausi. Più che mai meritati.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies













