Gianfranco Casarsa

Un centravanti di una squadra di serie B retrocessa in serie C. Gianfranco Casarsa, allora ventunenne (è nato a Udine il 28 marzo 1953), arriva a Firenze nell'estate del 1974 dal Bari (che ha concluso il torneo cadetto al penultimo posto) tra lo scetticismo generale. Non è un goleador e nel suo ultimo campionato in Puglia ha realizzato appena 4 reti in 33 partite. Invece farà ricredere tutti. È lui l'acquisto di maggior rilievo (l'altro è il difensore Lelj) della Fiorentina che cede, invece, in quella sessione di mercato  alla Roma Giancarlo De Sisti, il capitano del secondo scudetto. 

Casarsa non è un centravanti classico. E' un centravanti di manovra che crea gli spazi per i compagni e serve assist. In Italia un centravanti con le sue caratteristiche non si è mai visto. Oggi lo si definirebbe un falso nueve. Così il tecnico viola Nereo Rocco qualche volta lo schiera anche sulla fascia destra come tornante sfruttando la sua duttilità. Casarsa si ritaglia il suo spazio subito. Ricordo ancora il suo primo gol in maglia viola il giorno dell'esordio in serie A. E' il 13 ottobre 1974 e nel match della seconda giornata la Fiorentina gioca a Firenze contro il Bologna. Rocco lo manda in campo all'inizio del secondo tempo al posto di Desolati, poco incisivo nei primi 45 minuti. Su azione di calcio d'angolo dopo un quarto d'ora Casarsa segna, nella porta sotto la curva Fiesole, battendo il portiere rossoblu Buso che avrebbe guidato la Fiorentina per alcuni mesi nella stagione 2004/05. È il gol dell'1-0, quello che sancisce la vittoria viola. Da allora Casarsa non si ferma più. Disputa 23 partite su 30 e con 7 reti diventa il goleador della squadra in campionato. Il 16 febbraio 1975, con la Fiorentina in svantaggio per 1-0, il centravanti friulano al Comunale segna il gol del definitivo 1-1 al Milan. Lo realizza su rigore, calciando da fermo senza rincorsa. Albertosi, uno dei più grandi portieri non solo della storia viola ma anche del calcio italiano, è spiazzato. Segnerà di nuovo ad Albertosi ancora su rigore, tirato sempre nella stessa maniera, nella finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma il 28 giugno di quello stesso anno. Casarsa realizza il gol dell'1-0 in una partita che la Fiorentina vincerà, con Mario Mazzoni in panchina (Rocco va via al termine del campionato) per 3-2, conquistando il trofeo. E sempre su rigore, in quello stesso campionato alla penultima giornata a Firenze, spiazza anche Zoff, realizzando al 28' della ripresa il gol del 3-1, quando la Juve stava attaccando alla ricerca del pareggio. E' l'11 maggio 1975 e la squadra viola vince l'incontro 4-1, impedendo ai bianconeri di festeggiare lo scudetto con una settimana d'anticipo (cosa che sarebbe successa se avessero conquistato un punto). Casarsa, oltre alla Coppa Italia, con la Fiorentina vince nel 1975 anche la Coppa di Lega italo-inglese, manifestazione che viene disputata tra le squadre vincitrici della Coppa Italia e della Coppa d'Inghilterra. I viola, con Carletto Mazzone in panchina, battono il West Ham per 1-0 sia a Firenze il 3 settembre (gol di Guerini) che a Londra il 10 dicembre (rete di Speggiorin).

Casarsa resta alla Fiorentina per quattro anni fino al termine della stagione 1977/78, quando i viola si salvano all'ultima giornata per la differenza reti. E in quel torneo è fondamentale il suo gol, quello del 2-2, all'Atalanta al Comunale alla sestultima giornata con i gigliati che perdevano 2-0 fino a 24 minuti dalla fine. La stagione 1976/77, quando la Fiorentina di Mazzone arriva terza in campionato, è la migliore per Casarsa dal punto di vista realizzativo perchè segna 13 reti: 6 in campionato, 4 in Coppa Italia e 3 in Mitropa Cup. Complessivamente disputa 135 partite in maglia viola, realizzando 31 reti. A lui i tifosi della Fiorentina dedicano anche una canzoncina (che in curva canto anch'io) sulle note della Marsigliese. Le parole sono queste: "Quando segnerà Caasarsa (con due a) tutti in piedi ci alzerem ed allora griderem alè viola alè". 
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