Il re di Coppa. Così possiamo chiamare Mario Celoria, il centravanti viola che regalò alla Fiorentina il primo trofeo della sua storia, a meno di 14 anni dalla sua nascita. Fu lui a realizzare il gol decisivo che fece impazzire di gioia Firenze in giornate difficili. Era il 16 giugno 1940 e l'Italia era entrata in guerra da appena 6 giorni. Quel giorno allo stadio Giovanni Berta, l'attuale Artemio Franchi, si disputava la finale di Coppa Italia tra la Fiorentina e il Genova 1893, l'attuale Genoa. Il regime fascista vietava l'uso di parole straniere e Genoa è la denominazione in inglese di Genova. La squadra viola vinse 1-0 con una rete realizzata da Celoria al 26' del primo tempo con un secco rasoterra su assist di Tagliasacchi. Il centravanti viola era stato grande protagonista in Coppa Italia, nella quale aveva segnato 5 gol. Aveva realizzato una rete (quella del 2-0) al Milano (anche la denominazione Milan era vietata) nella gara degli ottavi di finale al Berta vinta dalla Fiorentina per 5-0. La prima partita si era giocata a Milano ed era finita 1-1. Per le regole vigenti andava rigiocata, invertendo il campo. Celoria segnò sempre a Firenze una rete (la prima) alla Lazio nei quarti di finale nell'incontro vinto 4-1. E poi in semifinale il 9 giugno, nell'ultimo giorno di pace per l'Italia, realizzò una doppietta (i gol dell'1-0 e del 2-0 tra il 61' e il 77') alla Juventus nella partita che la Fiorentina si aggiudicò per 3-0. In campionato, dove la squadra viola si era salvata solo per la differenza reti, Celoria aveva segnato solo 3 gol. Al Liguria, alla Roma e al Napoli. Tutte al Berta come quelle realizzate in Coppa Italia. E tutte le partite in cui era andato in gol la Fiorentina le aveva vinte.
Celoria era nato a Rive Vercellesi in provincia di Vercelli il 26 agosto 1911 ed è scomparso a Grignasco in provincia di Novara il 20 novembre 1984 a 73 anni.
A Firenze arrivò quando aveva 27 anni, nell'estate del 1938. La Fiorentina era stata retrocessa in serie B ed aveva bisogno di un giocatore abile in fase offensiva. La società lo aveva acquistato dall'Alessandria che aveva perso con il Modena lo spareggio per la promozione in serie A. Celoria era una sorta di trequartista dei nostri giorni. Poteva fare la mezzala o il centravanti a seconda delle esigenze della squadra. Ma da centravanti come in Coppa Italia dava il meglio di sé. Nel campionato della promozione in serie A (1938/39) che la Fiorentina aveva vinto aveva realizzato 9 reti.
Quella con il Genova fu la sua ultima partita in maglia viola. Fu ceduto, infatti, al Liguria, una delle società da cui nel 1946 sarebbe nata la Sampdoria.
Nei 2 anni trascorsi a Firenze Celoria ha disputato complessivamente 67 incontri, segnando 17 gol. L'ultimo regalò una gioia immensa ai 13.000 spettatori presenti al Berta (e non solo) tra i quali c'era anche il mio papà (mancato piu' di 9 anni fa) poco più che undicenne e che mi ha trasmesso l'amore per la Fiorentina. Mi raccontava spesso che quel gol di Celoria se lo sogno' spesso negli anni più bui di una guerra appena cominciata.
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