La prima immagine che mi viene in mente quando penso a Mario Bertini, centrocampista viola per quattro stagioni dal 1964/65 al 1967/68, è il calcio di rigore da lui tirato nella finale di Coppa Italia del 19 maggio 1966 allo stadio Olimpico di Roma contro il Catanzaro. E' un ricordo stupendo con il cuore che batte ancora a mille anche se sono passati più di 59 anni. All'ultimo minuto dei tempi supplementari, con il risultato di 1-1 dopo il vantaggio iniziale di Hamrin e il pareggio di Marchioro per i calabresi, viene assegnato un penalty alla Fiorentina per un fallo di mano di Sardei. Ci vogliono coraggio e sangue freddo per andare sul dischetto in quel momento particolare della partita. Sono qualità che a Mario, appena ventiduenne e che ha fornito l'assist per il gol viola, per fortuna non mancano. Lui che due anni prima giocava nell'Empoli in serie C va a battere il rigore tranquillo come un veterano. Calcia il pallone che finisce sul palo interno alla destra del portiere. Poi attraversa tutta la linea. Accarezza anche il palo sinistro e finalmente entra in porta. Attimi che sembrano infiniti per tutti prima della gioia per la vittoria che regala alla Fiorentina la terza Coppa Italia della sua storia.
Bertini è una mezzala e in quel ruolo gioca nella sua prima stagione a Firenze (1964/65). Solo a partire dalla primavera del 1966 viene arretrato di alcuni metri dall'allenatore Chiappella e diventa un ottimo mediano, indossando come nella finale di Coppa Italia la maglia numero quattro. È quello il ruolo in cui si esprime meglio. È bravo in fase di interdizione e a controllare la mezzala tecnicamente più dotata della squadra avversaria. Ma è altrettanto bravo nell'impostazione del gioco con lanci calibrati. Un'altra delle sue caratteristiche è poi il tiro forte e preciso.
Mario debutta con la Fiorentina in Coppa Italia a Ferrara il 6 settembre 1964 a vent'anni (è nato a Prato il 7 gennaio 1944) in una partita persa dai viola con la Spal per 3-0. Quel giorno gioca con la maglia numero otto. Con il dieci sulle spalle esordisce in serie A la settimana successiva, il 13 settembre, al Comunale alla prima di campionato quando la squadra viola batte in rimonta il Foggia per 3-1.
All'Olimpico con la Lazio il 7 febbraio 1965 realizza la sua prima rete in serie A ed è una rete decisiva per il successo gigliato (1-0). Le prime reti europee Bertini le segna al Prater di Vienna pochi mesi dopo, il 23 giugno, nella semifinale di Mitropa Cup contro il Rapid. La Fiorentina vince 3-0 grazie a una sua doppietta e a un gol di Hamrin e vola in finale che poi perde con il Vasas Budapest. La squadra viola si rifà un anno dopo in Mitropa e conquista a Firenze il trofeo battendo in finale lo Jednota Trencin il 19 giugno 1966, un mese esatto dopo la vittoria in Coppa Italia con il Catanzaro. Sono questi gli unici due trofei che Mario si aggiudica con la Fiorentina, anche se la semifinale e la finale non le gioca. E' convocato, infatti, in Nazionale per le amichevoli in preparazione ai mondiali che si disputano a luglio in Inghilterra. Esordisce in maglia azzurra proprio nel suo Comunale il 29 giugno nell'incontro con il Messico vinto dagli azzurri per 5-0. Per il campionato del mondo, dove l'Italia viene eliminata al primo turno dalla Corea del Nord, insieme a Gigi Riva viene aggregato alla squadra ma fuori dalla rosa dei ventidue solo per fare esperienza. Gli sarà comunque utile. E l'anno dopo, il 25 giugno 1967, alla sua seconda presenza in Nazionale segna a Bucarest alla Romania il suo primo gol in maglia azzurra. Ed è un gol decisivo perchà l'Italia vince 1-0.
La sua stagione migliore è quella triste per Firenze per l'alluvione del 4 novembre 1966. In quella stagione (1966/67) Mario disputa tutte e 34 le partite di campionato e realizza 6 reti, 5 delle quali in trasferta. Segna tra l'altro al San Paolo su rigore dove la Fiorentina batte il Napoli in rimonta per 2-1 e all'Olimpico con la Roma all'ultima giornata quando i viola si impongono per 1-0.
Nei suoi quattro campionati a Firenze, nei quali la squadra gigliata arriva tre volte quarta e una quinta, disputa 97 partite segnando 13 reti (in totale le sue presenze in maglia viola sono 122 con 20 gol all'attivo), l'ultima il 28 aprile 1968 a Mantova alla terzultima giornata. Quel giorno la Fiorentina vince in rimonta per 2-1 e Mario segna il gol del pareggio (di Maraschi su rigore quello del successo). Due settimane più tardi, il 12 maggio, a Vicenza dove la formazione gigliata perde 1-0 disputa la sua ultima partita in maglia viola. In estate, con grande disappunto della tifoseria per ragioni di bilancio, viene ceduto all'Inter per 400 milioni di lire proprio nella stagione in cui la Fiorentina conquista lo scudetto. Quello scudetto che Mario vincerà a Milano due anni più tardi.
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