Giovan Battista Pirovano

È il primo giocatore della Fiorentina a cui, timido come sono anche ora, chiedo un autografo. A una partita del torneo De Martino (un campionato al quale partecipano giovani, riserve e titolari poco impiegati in prima squadra o reduci da infortuni) in tribuna al Comunale vedo Giovan Battista Pirovano, il mediano viola, venuto ad assistere alla gara. Ho undici anni e insieme a un mio amico, con un quaderno e una penna, mi avvicino al giocatore e chiedo anch'io l'autografo. Gentilissimo me lo fa abbozzando un sorriso, forse perché sono rosso in viso per l'emozione come dopo essere stato a lungo al sole. In quell'autunno del 1965 (il giorno della partita del torneo De Martino)  Pirovano diventa uno dei miei idoli. È già alla sua terza stagione alla Fiorentina che lo acquista dal Verona nell'estate del 1963 quando ha ventisei anni essendo nato il 5 maggio 1937 a Vercelli (dove muore l'8 novembre 2014 a 77 anni per un malore).

Giovan Battista rimane a Firenze per sette stagioni, dal 1963/64 al 1969/70. Colleziona 196 presenze, realizzando 16 reti. 
Pirovano è un mediano. Si occupa per lo più di controllare il numero dieci avversario, l'elemento più talentuoso. Eccelle nella fase difensiva e spesso così viene impiegato come terzino (destro o sinistro) ma anche come stopper (uno dei due difensori centrali di ora), il giocatore che marca il centravanti. È un autentico jolly, un elemento prezioso per la crescita della Fiorentina ye-ye' che nel 1968/69 conquista il secondo scudetto. Pirovano è uno degli elementi più esperti
. È uno di quelli che difficilmente sbaglia la partita. È una sicurezza insomma. 

Non ha mai giocato, prima di venire a Firenze, in serie A. Debutta nel massimo campionato con la maglia viola il 15 settembre 1963
 all'Olimpico di Roma nel match contro la Lazio alla prima giornata finito 1-1. Poco meno di tre anni più tardi, il 19 maggio 1966, in quello stesso stadio conquista il suo primo trofeo con la Fiorentina, la Coppa Italia, vinta 2-1 nella finale contro il Catanzaro. Quel giorno Pirovano viene impiegato dall'allenatore Chiappella come terzino destro. E un mese dopo, il 19 giugno, quando al Comunale la squadra viola si aggiudica la Mitropa Cup superando in finale per 1-0 lo Jednota Trencin, Giovan Battista gioca con la maglia numero sei come stopper. 

Nel 1966 il 19 è un giorno magico per Pirovano. Il 19 marzo, al Parco dei Principi di Parigi, debutta in Nazionale nell'incontro amichevole con la Francia terminato 0-0. È l'unica sua presenza in azzurro. 
Nella sua prima stagione in maglia viola (1963/64) stabilisce il suo record di gol con la squadra gigliata: 6, 5 dei quali in campionato. In serie A insieme a Seminario (un attaccante) è il terzo goleador della Fiorentina dopo Hamrin e Petris (due ali).  Il 2 febbraio 1964 quando la Fiorentina batte 7-1 l'Atalanta a Bergamo nella partita della sua storia quasi centenaria in cui segna più reti in trasferta e nella quale l'ala destra Kurt Hamrin realizza una cinquina (record di gol fuori casa nella serie A a 18 squadre) anche Pirovano entra nel tabellino dei marcatori con la rete del 4-0.

Il primo gol in serie A Giovan Battista lo realizza a Messina il 17 novembre 1963 dove i viola vincono 3-0. E poi segna tra l'altro in quel campionato la rete del definitivo 1-1 il 6 dicembre a San Siro contro l'Inter campione d'Italia. Una settimana dopo il successo per 7-1 a Bergamo firma il gol della vittoria (1-0) a Marassi contro la Sampdoria. 

Pirovano nelle sue stagioni a Firenze segna in tutte le competizioni. Ricordo con piacere in Coppa Italia un gol il 6 gennaio 1966 nei quarti di finale a San Siro con il Milan dove i viola vincono 3-1 e si qualificano per la semifinale prima di aggiudicarsi il trofeo. Fondamentale è un suo gol in Coppa delle Fiere, l'attuale Europa League, il 18 settembre 1968 a Zagabria, nella gara d'andata dei trentaduesimi di finale a sette minuti dal novantesimo, quello del definitivo 1-1, fondamentale per il superamento del turno grazie alla vittoria per 2-1 a Firenze. E' la sua ultima rete con la maglia della Fiorentina.

Nel 1967/68, dopo la cessione di Hamrin al Milan, Chiappella affida a Pirovano la fascia di capitano. E quella fascia la conserva anche nella stagione successiva (1968/69), quella del secondo scudetto con Pesaola in panchina. In quel torneo dopo le prime sei giornate, complice anche un infortunio, gioca solo un'altra partita di campionato (complessivamente solo 7 gare in serie A e 6 nelle altre competizioni). Così la fascia di capitano passa a Giancarlo De Sisti. Nel 1969/70 va in campo solo cinque volte, una in Coppa dei Campioni e quattro in campionato. Ed è con lo scudetto con la maglia che vedo Pirovano giocare l'ultima partita con la Fiorentina prima della cessione al Legnano. 
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