Una frana, un muro privato crollato, una strada chiusa da mesi. Via Benedetto Fortini, arteria secondaria ma fondamentale nella viabilità della zona sud-est di Firenze, è diventata il simbolo di una paralisi burocratica che sta esasperando cittadini e pendolari.
Tutto è cominciato lo scorso marzo, quando una porzione di muro di contenimento ha ceduto all’altezza di via del Larione, bloccando completamente la carreggiata. Il Comune, per motivi di sicurezza, ha disposto la chiusura del tratto, in attesa della messa in sicurezza da parte della proprietà privata.
Da allora, però, il tempo si è fermato, e con esso la pazienza dei residenti. Sui social si moltiplicano le denunce: “Strada sbarrata da mesi, segnaletica confusionaria, e nessuna certezza su quando riaprirà”, scrive un utente in un gruppo Facebook del Quartiere 3. “Per andare a scuola o al lavoro dobbiamo fare giri infiniti. Ma è normale nel 2025?” si legge in un’altra testimonianza.
Nel frattempo, il Comune ha imposto ai privati – con ordinanza dello scorso aprile – di intervenire entro 120 giorni. Ma i lavori, a fine luglio, non sono ancora partiti. La delibera condominiale per dare via libera al cantiere è arrivata solo a metà giugno. Da allora, silenzio.
La politica interviene, ma senza esito. Il capogruppo di Italia Viva a Palazzo Vecchio, Francesco Casini, ha sollevato più volte il caso: “Una situazione surreale. Tre incidenti in poche settimane, traffico pericoloso, e nessuna prospettiva di riapertura”. Il suo appello a un intervento sostitutivo del Comune è rimasto finora lettera morta.
E mentre l’amministrazione temporeggia, la città si spezza in due. Via Fortini collega strategicamente le zone di Gavinana, le Cinque Vie e Ponte a Ema, rappresentando uno sfogo prezioso per il traffico congestionato da cantieri e deviazioni legate alla tramvia. La sua chiusura ha aggravato il caos su viale Europa e viale Giannotti, già messi a dura prova.
Le modifiche alla viabilità – come il doppio senso su via Belisario Vinta e la soppressione di stalli auto – hanno inoltre creato un’emergenza parcheggi, denunciata a gran voce dai residenti: “Non solo la strada è chiusa, ma ora dobbiamo anche camminare mezz’ora per trovare posto”.
L’assessora ai lavori pubblici, Alessia Bettini, ha fatto sapere che il Comune “segue da vicino la situazione” e che “si valuteranno tutte le strade possibili per garantire la sicurezza e la mobilità”. Ma di concreto, per ora, c’è solo l’ennesima estate calda… e polverosa.
Intanto il conto lo paga la città. Una frana su proprietà privata è diventata un problema pubblico, e il tempo perso rischia di aggravare una crisi infrastrutturale che coinvolge migliaia di cittadini.
Tutto è cominciato lo scorso marzo, quando una porzione di muro di contenimento ha ceduto all’altezza di via del Larione, bloccando completamente la carreggiata. Il Comune, per motivi di sicurezza, ha disposto la chiusura del tratto, in attesa della messa in sicurezza da parte della proprietà privata.
Da allora, però, il tempo si è fermato, e con esso la pazienza dei residenti. Sui social si moltiplicano le denunce: “Strada sbarrata da mesi, segnaletica confusionaria, e nessuna certezza su quando riaprirà”, scrive un utente in un gruppo Facebook del Quartiere 3. “Per andare a scuola o al lavoro dobbiamo fare giri infiniti. Ma è normale nel 2025?” si legge in un’altra testimonianza.
Nel frattempo, il Comune ha imposto ai privati – con ordinanza dello scorso aprile – di intervenire entro 120 giorni. Ma i lavori, a fine luglio, non sono ancora partiti. La delibera condominiale per dare via libera al cantiere è arrivata solo a metà giugno. Da allora, silenzio.
La politica interviene, ma senza esito. Il capogruppo di Italia Viva a Palazzo Vecchio, Francesco Casini, ha sollevato più volte il caso: “Una situazione surreale. Tre incidenti in poche settimane, traffico pericoloso, e nessuna prospettiva di riapertura”. Il suo appello a un intervento sostitutivo del Comune è rimasto finora lettera morta.
E mentre l’amministrazione temporeggia, la città si spezza in due. Via Fortini collega strategicamente le zone di Gavinana, le Cinque Vie e Ponte a Ema, rappresentando uno sfogo prezioso per il traffico congestionato da cantieri e deviazioni legate alla tramvia. La sua chiusura ha aggravato il caos su viale Europa e viale Giannotti, già messi a dura prova.
Le modifiche alla viabilità – come il doppio senso su via Belisario Vinta e la soppressione di stalli auto – hanno inoltre creato un’emergenza parcheggi, denunciata a gran voce dai residenti: “Non solo la strada è chiusa, ma ora dobbiamo anche camminare mezz’ora per trovare posto”.
L’assessora ai lavori pubblici, Alessia Bettini, ha fatto sapere che il Comune “segue da vicino la situazione” e che “si valuteranno tutte le strade possibili per garantire la sicurezza e la mobilità”. Ma di concreto, per ora, c’è solo l’ennesima estate calda… e polverosa.
Intanto il conto lo paga la città. Una frana su proprietà privata è diventata un problema pubblico, e il tempo perso rischia di aggravare una crisi infrastrutturale che coinvolge migliaia di cittadini.
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