Dodici mesi di chiusura. È passato un anno da quando via del Porcellana, nel segmento compreso tra via Palazzuolo e via della Scala, è stata interdetta per consentire a Publiacqua di intervenire sui sottoservizi. Da allora, però, il cantiere non ha mai davvero trovato una conclusione, trasformando la strada in uno spazio sospeso: transenne deteriorate, lavori incompleti, presenza intermittente - se non assente - degli operai e una quotidianità diventata sempre più difficile per chi abita e lavora nella zona.
L’intervento, previsto inizialmente per una durata di 210 giorni, si è progressivamente dilatato senza spiegazioni ufficiali. Nessuna segnaletica aggiornata, nessun cronoprogramma visibile, nessuna comunicazione diretta con i cittadini. Solo una strada chiusa e un senso crescente di abbandono. Chi attraversa oggi quel tratto si muove tra barriere arrugginite e asfalto dissestato, in un contesto che - denunciano i residenti - nelle ore notturne diventa terreno di bivacchi e consumo di droga.
Sulle transenne sono comparsi messaggi di protesta, frutto di una mobilitazione spontanea: “Qui non ci sono lavori, solo attesa”, si legge su uno dei cartelli, affiancato da frasi come “Perché i residenti sono stati lasciati soli?” e “Questa strada è casa nostra, non un cantiere abbandonato”. Un grido silenzioso ma visibile, che ha finito per attirare l’attenzione di Palazzo Vecchio.
Tra chi vive in zona, la frustrazione è palpabile: «All’inizio pensavamo fosse un disagio temporaneo. Ora sembra che nessuno si ricordi più di questa strada. La sera è tutto buio, sporco, e non ti senti sicuro neppure a rientrare a casa». Un'altra residente aggiunge: «Non è solo una questione di rumore o polvere. È l’assenza totale di informazioni che pesa. Viviamo dietro a delle transenne senza sapere per quanto ancora».
Il malcontento coinvolge anche le attività commerciali: «Da fuori sembra una strada chiusa da anni, senza vita. Abbiamo perso visibilità e fatturato, e nessuno ci ha mai spiegato cosa stia succedendo davvero».
Sulla vicenda è intervenuto con toni duri l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio: «Non è possibile lavorare in questo modo. È un danno doppio: per i cittadini e per l’amministrazione. L’impresa avrebbe dovuto concludere i lavori proprio in questi giorni. Da agosto scorso abbiamo inviato quattro ordini di servizio, l’ultimo ieri. Abbiamo già conteggiato i giorni di sospensione giustificata, ma ora i lavori sono ufficialmente in ritardo: da oggi scattano le penali» .
Giorgio ha inoltre chiarito che, pur non essendo il Comune il soggetto direttamente responsabile del cantiere, l’amministrazione sta esercitando tutte le pressioni possibili per sbloccare l’impasse: «Abbiamo chiesto un nuovo cronoprogramma già durante le festività natalizie. Se la ditta non ripartirà con i lavori, adotteremo ogni misura consentita dalla legge» .
L’auspicio è che l’avvio delle penali e l’azione dell’amministrazione possano finalmente imprimere una svolta. Per ora, però, via del Porcellana resta chiusa. Non tanto per lavori in corso, quanto per un intervento rimasto incompiuto. Nel frattempo, i disagi continuano a sommarsi e il senso di isolamento cresce, giorno dopo giorno.
Il cantiere era stato avviato per la sostituzione delle reti idriche e fognarie. Dopo una prima fase di scavi, tuttavia, le lavorazioni si sono fermate senza che venissero fornite spiegazioni puntuali. Secondo voci raccolte in zona, sarebbero emerse criticità tecniche e interventi aggiuntivi non previsti inizialmente, ma da parte di Publiacqua non è arrivata finora una comunicazione strutturata. A pesare ulteriormente è l’assenza di un referente fisso sul posto: nessuno a cui rivolgersi, nessuno in grado di chiarire tempi e modalità di ripartenza.
Un quadro che lo stesso assessore Giorgio ha definito inaccettabile: «Tutto ciò è inaccettabile – ha detto Giorgio – un cantiere in una zona così centrale e popolata non può essere gestito in questo modo. Chiederemo conto anche a Publiacqua del perché non abbiano esercitato un controllo più serrato».
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