I residenti: “Rischia di far male a qualcuno, soprattutto ai ciechi”

A Firenze, in via Domenico Moreni, sul marciapiede che costeggia la palestra Izumo, c’è una buca che per i residenti è ormai diventata una presenza fin troppo familiare. Il cedimento del terreno, apparso per la prima volta nel 2018, non è mai stato riparato e negli anni si è ampliato, creando un avvallamento sempre più profondo e pericoloso. Ciò che più preoccupa è l’assenza di un cartello di pericolo o di una protezione che ne segnali la presenza, soprattutto considerando il potenziale rischio per le persone cieche o ipovedenti.

È incredibile che da così tanto tempo sia lì, sempre uguale o forse peggiore,” racconta Marco, residente da oltre dieci anni nel quartiere. “All’inizio era un piccolo buco, ma con pioggia, usura e assestamenti è diventato una vera trappola. E nessuno ha mai messo neanche un nastro per segnalarlo.”

La posizione della buca, proprio nel punto di passaggio più stretto del marciapiede, rende la situazione ancora più complicata. Chi deve transitare — famiglie con passeggini, anziani o persone con disabilità visive — rischia di mettersi in situazioni pericolose semplicemente camminando sul marciapiede.

Io sono ipovedente e ogni volta che passo da lì mi viene l’ansia,” spiega Lucia, che frequenta la zona quotidianamente. “Con il bastone riesco a percepire l’irregolarità, ma non sempre subito. Se non la intercetto in tempo, potrei infilarci un piede dentro e farmi molto male. È un rischio reale, non un’esagerazione.”

Col passare degli anni, la buca è diventata oggetto di conversazione tra i residenti, che sostengono di aver segnalato più volte il problema agli uffici comunali senza però ottenere una soluzione definitiva.

Non chiediamo miracoli, solo un intervento che metta in sicurezza il marciapiede,” afferma Giulia, che vive poco distante. “Basterebbe anche una protezione temporanea in attesa dei lavori, ma nulla. E intanto chi passa rischia ogni giorno.”

La preoccupazione principale rimane quella legata a chi non può vedere la buca. “Una persona cieca che ci mette un piede dentro può davvero rompersi una caviglia,” sottolinea Stefano, un altro residente. “E a quel punto di chi sarebbe la responsabilità? Bisogna intervenire prima che accada qualcosa di grave.”

Nel frattempo, la buca continua a essere lì, simbolo di una manutenzione rimandata troppo a lungo. I residenti sperano che la situazione venga finalmente presa in carico, prima che un incidente trasformi un problema trascurato in un caso ben più serio.

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