Le opinioni dei residenti

L’aggressione di due senzatetto in viale Malta, nella notte tra sabato e domenica, ha lasciato la città sotto shock e acceso un confronto acceso tra i fiorentini: sicurezza, paura, degrado e giustizia “fai da te” tornano al centro delle discussioni nei bar, sui social e nei gruppi di quartiere.

Secondo le prime ricostruzioni, un gruppo di giovani avrebbe insultato e picchiato i due clochard mentre dormivano in un giardino pubblico di Campo di Marte. I senzatetto, feriti ma non in gravi condizioni, sono stati soccorsi dal 118 e ascoltati dai carabinieri, che ora indagano con l’aiuto delle telecamere della zona.

L’episodio, per molti, è il segno di un disagio profondo che attraversa Firenze. Ma su come reagire, la città si spacca.

“Non voglio che si arrivi alla violenza, ma ormai ci sentiamo soli – dice Silvano, residente da trent’anni in zona –. La notte succede di tutto, e non si vede mai una pattuglia. Se la gente comincia a organizzarsi in ronde, è perché non ha alternative.”

“È una follia – ribatte Giulia –. Chiamano ‘ronde’ quello che spesso è solo rabbia mascherata da senso civico. Oggi sono i senzatetto, domani chi? Chi decide chi ‘non deve stare lì’? È pericoloso.”

C’è chi chiede più presenza delle forze dell’ordine, ma anche chi pensa che la risposta debba venire dalla comunità stessa.

“Più che ronde, servirebbe conoscersi di più tra vicini – spiega Alessio –. Se sai chi vive nel tuo quartiere, se parli, se ti fidi, i problemi si risolvono prima. Ma se ci chiudiamo in casa o usciamo col manganello, non ne usciamo.”

Molti cittadini collegano la questione della sicurezza al tema del degrado e dell’abbandono di alcune aree urbane.

“Campo di Marte non è più quello di una volta – afferma Roberta –. Parchi sporchi, bivacchi, gente che dorme sulle panchine. Non giustifico nessuna violenza, ma il disagio cresce. E la paura anche.”

C’è chi invece guarda all’aggressione come a un sintomo di un malessere culturale, più che di ordine pubblico.

“Il vero problema è la disumanità – dice Paolo –. Quando la gente comincia a credere che chi vive in strada sia un problema da eliminare, allora abbiamo perso la bussola morale.”

Altri, più disillusi, vedono nella vicenda l’ennesimo segnale di sfiducia verso le istituzioni.

“Ormai ognuno si arrangia – commenta Lorenzo –. Ma così la città si spacca in due: chi si sente vittima e chi diventa carnefice. Le ronde non servono, servirebbe fiducia, ma quella non ce l’ha più nessuno.”

Tra paura, indignazione e senso d’impotenza, Firenze si scopre divisa.
Da una parte c’è chi invoca un ritorno al controllo e alla fermezza; dall’altra chi teme che la voglia di sicurezza possa trasformarsi in giustificazione per nuove violenze.
In mezzo, tanti cittadini che vorrebbero solo una città più viva, più sicura e più giusta — senza dover scegliere tra paura e umanità.

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