Il nostro aggiornamento a nove mesi dalla prima volta in cui ce ne siamo occupati

Era l’agosto scorso quando raccontavamo per la prima volta del gioco delle tre carte a Firenze, una truffa vecchia come il mondo ma ancora sorprendentemente presente nelle zone turistiche della città. Da allora sono passati nove mesi, e ci siamo tornati a vedere se qualcosa fosse cambiato. La risposta, purtroppo, è: non molto.

L’ordinanza del Comune, che vieta esplicitamente l’attività su tutto il territorio urbano, è ancora in vigore. Le forze dell’ordine hanno moltiplicato i controlli, emettendo nel tempo decine di sanzioni e ordini di allontanamento. Ma il gioco continua a comparire con una certa regolarità, specialmente nelle aree più frequentate dai turisti, come piazza della Signoria, via dei Calzaiuoli e il Lungarno.

I gruppetti di "giocatori" si muovono rapidamente, si disperdono alla vista delle divise e tornano pochi minuti dopo. Non è facile per le autorità contrastare un fenomeno così mobile, apparentemente spontaneo ma in realtà molto organizzato.

“Ogni sabato li vedo nello stesso punto,” ci racconta Marta, che lavora in un bar in centro. “Non fanno nemmeno in tempo a finire un turno che sono già ricomparsi.” Giulio, pensionato, aggiunge: “Ho provato ad avvertire un turista che si stava avvicinando al tavolino. Ho chiamato i vigili, mi hanno detto che erano già stati segnalati.”

Anche chi viene da fuori sembra notarlo. Una turista francese ci ha raccontato: “Ero convinta fosse solo un’animazione da strada, poi ho capito che c’erano dei complici. Per fortuna non ho tirato fuori il portafoglio.”

Insomma, qualcosa si è mosso sul fronte istituzionale, ma gli effetti sono ancora limitati. Le operazioni di contrasto ci sono, ma la sensazione diffusa è che serva uno sforzo ancora più coordinato – magari con il coinvolgimento della Polizia di Stato – per mettere davvero in difficoltà un meccanismo ben rodato.

Nel frattempo, chi vive e lavora nel centro continua a sperare che, prima o poi, il mazzo venga davvero tolto dal tavolo.

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