A quasi un anno di distanza dal nostro precedente articolo, Firenzedintorni.it è tornato nella storica piazza

Il titolo descrive ancora una volta la situazione che molti fiorentini devono sopportare in questi giorni di caldo afoso, in particolare chi aspetta l’autobus in Piazza dell’Indipendenza. A quasi un anno di distanza dal nostro precedente articolo, Firenzedintorni.it è tornato nella storica piazza, snodo cruciale per turisti e residenti. E la sensazione è quella di un tempo sospeso.

Partendo dalla fermata degli autobus 31 e 32, la polemica resta identica: la pensilina continua a essere inesistente e l’attesa sotto il sole, specie per le persone anziane, diventa ogni giorno più faticosa. Nessuna copertura, nessun intervento strutturale. Eppure, la vicinanza della clinica Fanfani suggerirebbe un’attenzione diversa. Un miglioramento del trasporto pubblico in zona sarebbe quantomeno logico. Ma ancora una volta, la domanda è la stessa: le istituzioni dove sono?

I lavori lungo il perimetro della piazza non si fermano… ma non finiscono. La pavimentazione resta dissestata, le recinzioni resistono, e il rifacimento attorno alle colonne storiche sembra un’opera senza fine. Di date ufficiali, nemmeno l’ombra.

Chi un’ombra continua a cercarla – letteralmente – sono invece i senzatetto, che ogni giorno si sistemano sulle panchine della piazza. Passarci una mattina qualunque significa vedere corpi sdraiati, sacchi a pelo, zaini sparsi persino tra i giochi per bambini. La sera, la situazione peggiora: illuminazione scarsa, passaggi deserti e presunti casi di spaccio rendono l’attraversamento della piazza un’esperienza tutt’altro che serena, come ci hanno confermato anche diversi residenti.

Questa è – ancora – la vita in Piazza dell’Indipendenza, un luogo che racconta Firenze ma che continua a essere lasciato indietro. I controlli della Polizia Municipale sono sì presenti, e restano un presidio importante, ma da soli non bastano a cambiare il volto della piazza. Servirebbe un progetto più ampio, una visione più coraggiosa.

Per ora, il titolo parla da sé.
Cosa è cambiato? Nulla.

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