Perdonateci se ci ripetiamo, ma raccontare la situazione attuale di Via Nazionale significa fare praticamente copia-incolla di quanto detto (e visto) già mesi fa. È passato quasi un anno da quando abbiamo descritto l’arteria fiorentina come una sorta di Via Crucis urbana, e oggi possiamo solo confermare: tutto esattamente uguale. Anzi, forse anche un po' peggio.
Le immagini parlano chiaro. Autobus turistici incastrati, clacson che suonano, pedoni spaesati che si muovono tra i mezzi come in un videogioco. In certi momenti della giornata, l’afflusso di mezzi è talmente intenso che i pullman di turisti restano fermi per minuti interminabili, incapaci di superare l'incrocio o di svoltare senza rischiare di sfiorare i tavolini dei bar.
Via Nazionale resta uno degli accessi principali alla stazione di Santa Maria Novella per chi cerca di evitare le temute ZTL. Questo la rende inevitabilmente congestionata. Ma il vero problema è che qui non si tratta più solo di traffico “intenso”. Si parla di immobilismo quotidiano, di una paralisi ormai diventata normalità.
Gli stessi problemi di settembre ci accompagnano ancora oggi: strisce pedonali quasi invisibili, semafori con tempi spesso illogici, marciapiedi ridotti all’osso. Nel frattempo, turisti con trolley, ciclisti, motorini e mezzi pesanti si contendono pochi metri di carreggiata in un groviglio continuo.
"Quando passa un pullman, tutti si devono fermare. A volte si blocca tutto, anche per dieci minuti," ci racconta Elena, titolare di un piccolo negozio di abbigliamento sulla via. "E noi respiriamo smog dalla mattina alla sera."
Anche i residenti non ne possono più. Il rumore, lo smog, le difficoltà quotidiane per spostarsi o semplicemente attraversare la strada hanno trasformato questa zona, un tempo animata e viva, in un continuo motivo di frustrazione. Il paradosso? È un biglietto da visita per molti turisti che arrivano in città proprio da qui.
A oggi, di interventi concreti neanche l’ombra. E così Via Nazionale continua il suo calvario quotidiano. L’impressione è che, a meno di una svolta radicale, resteremo qui a scrivere lo stesso articolo anche a settembre prossimo.
Le immagini parlano chiaro. Autobus turistici incastrati, clacson che suonano, pedoni spaesati che si muovono tra i mezzi come in un videogioco. In certi momenti della giornata, l’afflusso di mezzi è talmente intenso che i pullman di turisti restano fermi per minuti interminabili, incapaci di superare l'incrocio o di svoltare senza rischiare di sfiorare i tavolini dei bar.
Via Nazionale resta uno degli accessi principali alla stazione di Santa Maria Novella per chi cerca di evitare le temute ZTL. Questo la rende inevitabilmente congestionata. Ma il vero problema è che qui non si tratta più solo di traffico “intenso”. Si parla di immobilismo quotidiano, di una paralisi ormai diventata normalità.
Gli stessi problemi di settembre ci accompagnano ancora oggi: strisce pedonali quasi invisibili, semafori con tempi spesso illogici, marciapiedi ridotti all’osso. Nel frattempo, turisti con trolley, ciclisti, motorini e mezzi pesanti si contendono pochi metri di carreggiata in un groviglio continuo.
"Quando passa un pullman, tutti si devono fermare. A volte si blocca tutto, anche per dieci minuti," ci racconta Elena, titolare di un piccolo negozio di abbigliamento sulla via. "E noi respiriamo smog dalla mattina alla sera."
Anche i residenti non ne possono più. Il rumore, lo smog, le difficoltà quotidiane per spostarsi o semplicemente attraversare la strada hanno trasformato questa zona, un tempo animata e viva, in un continuo motivo di frustrazione. Il paradosso? È un biglietto da visita per molti turisti che arrivano in città proprio da qui.
A oggi, di interventi concreti neanche l’ombra. E così Via Nazionale continua il suo calvario quotidiano. L’impressione è che, a meno di una svolta radicale, resteremo qui a scrivere lo stesso articolo anche a settembre prossimo.
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