Era luglio 2025 quando per la prima volta, su Firenzedintorni.it, ci occupavamo delle transenne all’ingresso del giardino pubblico di Campo di Marte, a pochi passi dal fontanello d’acqua. Oggi, marzo 2026, quelle transenne sono ancora lì. Mesi dopo, niente è cambiato davvero: il passaggio resta segnato da barriere metalliche e da una situazione che continua a trasmettere un senso di abbandono nel cuore di un quartiere già pesantemente gravato dai cantieri.
Quel piccolo tratto dissestato, che già la scorsa estate appariva come una criticità modesta ma facilmente risolvibile, è diventato col tempo il simbolo di un’immobilità difficile da giustificare. Perché non siamo di fronte a un’opera complessa o a un intervento straordinario, ma a un accesso frequentato ogni giorno da famiglie, anziani, ragazzi e residenti, lasciato per mesi in condizioni precarie.
Nel frattempo, intorno a quell’area, la situazione è persino peggiorata. Si è ampliata infatti la zona di cantiere per i lavori dello stadio Artemio Franchi, proprio a ridosso dei giardini, rendendo ancora meno accessibile tutta la zona. Un restringimento progressivo degli spazi che pesa sulla vivibilità quotidiana di Campo di Marte e che ha prodotto effetti concreti anche sull’organizzazione del quartiere: è stato spostato anche il mercato di Campo di Marte.
E mentre le transenne restano al loro posto, negli ultimi giorni l’amministrazione ha pensato anche di “abbellire” quel punto con dei sassolini bianchi collocati nelle aiuole. Un intervento che lascia più di una perplessità. Le aiuole, infatti, non sono delimitate in modo adeguato e i sassolini si trovano già sparsi sul marciapiede, finendo per diventare essi stessi un ulteriore intralcio per i pedoni.
Più che un miglioramento, insomma, una misura dall’utilità tutta da dimostrare, che si inserisce in un contesto già segnato da disagi, limitazioni e accessi sempre più difficili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un ingresso al giardino ancora ostacolato, un quartiere sempre più schiacciato dai lavori e una risposta amministrativa che, almeno fin qui, non sembra essere stata all’altezza delle esigenze dei cittadini.
Le transenne, intanto, restano lì. E col passare dei mesi, più che segnalare un dissesto, raccontano l’inerzia.
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