Firenze si sta trasformando e con Tramvia e Franchi la Prima Citttadina può mettersi due belle medaglie al petto. Risolvere la questione del carcere però, la consegnerebbe alla storia

Ci sono temi, argomenti e fatti che spostano voti. Pensando a Firenze potremmo citare la tramvia, così come i provvedimenti contro gli affitti brevi e/o quelli per gli studentati o le politiche sono state messe e verranno messe in campo per la crisi abitativa. Questioni serie, molto serie, e sulle quali ovviamente si giocherà gran parte del futuro consenso (o meno) di Sara Funaro. E poi lo stadio. Una “novella dello stento” che rischiava di impantanarsi in uno stallo a dir poco imbarazzante e che invece (aldilà di come la si pensi sulla soluzione finale) sta arrivando alla svolta sostanzialmente grazie alla capacità della Sindaca di stabilire (finalmente) un rapporto civile e fruttuoso con la Fiorentina. Mettiamoci poi la sicurezza, e con essa le difficoltà economiche di gran parte della cittadinanza. Saranno questi, e in attesa ovviamente che nei prossimi anni venga fuori chissà quale altro tema, i nodi attorno ai quali si giocheranno le prossime Amministrative.

Eppure, e in questo caso mi rivolgo direttamente alla Prima Cittadina, non c'è solo questo. Non ci sono solo le questioni che portano consenso o, comunque, particolarmente care tanto alle persone quanto all'opinione pubblica. Certo, completare la rete tramviaria o realizzare il restyling del Franchi potrebbe consegnare Funaro alla storia fiorentina e (magari) garantirle un successo che vada oltre i confini fiorentini. Glielo auguriamo. Come dicevamo però, se davvero si vuol essere ricordati come donne o uomini capaci di lasciare un segno forte, bisogna aver la forza di pensare anche (e mi verrebbe da dire soprattutto) a questioni che interessano relativamente poco alla collettività. E così torno ad un mio vecchio cavallo di battaglia: Sollicciano. E sia chiaro: il fatto che sia un argomento del quale frega niente (o quasi) ai fiorentini è un problema (serio) di civiltà ed educazione civica. Così è però, e sta alla Sindaca (e se non ci riuscisse pazienza) far si che quello del carcere diventi un problema sentito da tutti.

In settimana (mentre dall'Europa arrivava un giudizio a dir poco duro nei confronti della struttura) lei stessa è tornata sul tema, rilanciando la necessità di “chiuderlo, abbatterlo e ricostruirlo”, così come aveva sottolineato anche a Natale 2025. Per quanto mi riguarda, ha ragione. Certo, in un Paese e in una Regione dove ogni carcere ormai scoppia tanto è alto il livello di sovraffollamento, resterebbe il problema (serissimo e complicatissimo) di come e dove sistemare i detenuti durante i lavori. Detto questo, e sottolineato mille e mille volte il vergognoso atteggiamento del Governo di Roma (che da mesi promette fondi e interventi senza che alle parole seguano i fatti), da queste invitiamo Sara Funaro a insistere sull'argomento e, se possibile, a rilanciarlo con sempre maggior forza e convinzione. Si intesti questa battaglia, e pazienza se non le porterà chissà quanti voti. Ma se poi, alla fine, riuscisse a risolvere il problema? Riuscisse a dare almeno il là alla costruzione di una nuova Sollicciano? Allora si, che passerebbe alla storia.  

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