Un finestrino mandato in frantumi, l’abitacolo rovistato e quella sensazione difficile da spiegare che resta addosso quando si torna alla propria auto e la si trova danneggiata. È la scena documentata nella fotografia scattata in via Landini, a San Jacopino, dove il fenomeno delle cosiddette “spaccate” continua a essere segnalato dai residenti.
Non si tratta, però, di un episodio da leggere isolatamente. Da anni i gruppi social e le chat di quartiere raccolgono segnalazioni di auto colpite, vetrine danneggiate e tentativi di furto. Una delle caratteristiche della vicenda è proprio la sua dimensione diffusa: le segnalazioni arrivano da strade diverse e, in alcuni casi, riguardano persone che raccontano di aver subito danni più di una volta.
Il tema è seguito da tempo anche dal Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, che ha trasformato le segnalazioni dei residenti in una vera attività di monitoraggio del territorio.
Negli ultimi mesi il suo presidente, Simone Gianfaldoni, ha più volte richiamato l’attenzione sulle spaccate alle auto. La questione, tuttavia, va guardata nella sua complessità. Parlare genericamente di “emergenza sicurezza” rischia di mettere nello stesso calderone fenomeni differenti: furti sulle auto, danneggiamenti, spaccate ai negozi, episodi di microcriminalità e problemi di degrado urbano non hanno necessariamente le stesse cause né richiedono le stesse risposte.
C’è poi un altro elemento da non sottovalutare: il danno economico e psicologico per chi viene colpito. Anche quando dall’auto non viene portato via nulla di particolare, la sostituzione di un vetro, la riparazione dell’auto e il tempo necessario per affrontare denuncia e assicurazione possono diventare un costo significativo per una famiglia.
Il punto, dunque, non è raccontare San Jacopino come un quartiere “fuori controllo”. È un quartiere vivo, densamente abitato e attraversato ogni giorno da residenti, lavoratori, studenti e attività commerciali. Ma proprio perché il fenomeno delle spaccate viene segnalato con una certa continuità, diventa importante che le segnalazioni non restino soltanto dentro le chat.
Nel frattempo, resta quella fotografia di via Landini: un vetro che non c’è più, una macchina da riparare e un'altra segnalazione che si aggiunge a una lista già lunga.
Per chi vive qui, la speranza è semplice: che la conta delle spaccate possa finalmente fermarsi prima di diventare parte della normalità del quartiere.
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